Il Tirreno

Versilia

Consorzio ambiente: Viareggio vuole uscire

di Donatella Francesconi
Consorzio ambiente: Viareggio vuole uscire

La delibera di giunta lunedì va in consiglio comunale

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VIAREGGIO. Il Comune di Viareggio «dichiara di voler recedere dal Consorzio ambiente Versilia», di cui detiene il 38,52% delle quote ed «indica il sindaco, quale membro del Consorzio, a proporre a Cav l’accettazione del recesso da parte dell’assemblea (dello stesso Cav, ndr) che vi provvede con il voto favorevole della totalità delle quote consortili». È il punto “g” delle delibera che ha per oggetto “Atto di indirizzo del consiglio comunale sulle politiche dei rifiuti” e che è all’ordine del giorno della seduta del consiglio fissata per lunedì. Uno di quei documenti che fanno un bel rumore, lungo una Versilia che da mesi vede un clima teso tra il sindaco Giorgio Del Ghingaro ed i colleghi degli altri Comuni della Versilia, non esclusivamente sulla questione rifiuti che attanaglia il territorio fin dal famigerato “Contratto Daviddi”.

In realtà la stessa delibera, al punto “f” tenta una strada meno “aggressiva”: nel testo, infatti, Viareggio dichiara l’intenzione di «proporre ai Comuni di procedere allo scioglimento del Consorzio, ovvero la cessazione del Consorzio». Ritenuto che «Cav è stato costituito per l’attuazione del contratto Daviddi e, quindi, per la gestione del sistema “integrato” dei rifiuti: impianto di Pioppogatto che produce Crd (oggi Css, ndr) e quello di Falascaia che incenerisce il Cdr (chiuso dalla magistratura, ndr). Oggi mancano entrambi i presupposti: il contratto Daviddi è stato risolto unilateralmente dalla società Tev, il sistema integrato non sussiste perché l’impianto di Falascaia è chiuso dal 2012. E, comunque, il Consorzio Cav non è subentrato nelle posizioni di diritto di interesse facenti capo ai singoli Comuni».

Per avere il quadro completo del dubbio amletico che il Comune di Viareggio ha da sempre avuto (pur avendo già pagato due milioni e mezzo) nei confronti di Cav e delle vicende legali e finanziarie legate agli impianti, va aggiunto che i revisori dei conti del Comune (presidente Daniele Limberti con i colleghi Claudio Pucci e Salvatore Suriano) si sono espressi a favore del pagamento di quanto dovuto da Viareggio al Consorzio. E lo hanno fatto dopo aver acquisito da Cav tutti i verbali e dopo avere approfonditamente analizzato il materiale ricevuto.

A decidere se quanto richiesto da Cav - almeno fino al 2013 - è dovuto o meno dall’amministrazione viareggina è delegato, in questo momento, l’Organismo straordinario di valutazione, insediatosi dopo la dichiarazione di dissesto. Mercoledì Umberto Buratti, presidente di Cav, con i colleghi sindaci di Pietrasanta, Massarosa e Seravezza, hanno incontrato proprio l’Osl. «Ci è stato spiegato - racconta Buratti - che la pratica è in via di istruzione come tutte le altre che porteranno alla definizione della massa passiva totale del Comune di Viareggio. Dunque, sono prive di fondamento tutte le voci circolate rispetto ad una decisione contraria che l’Osl avrebbe già preso».

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