Il presidio
Costretto ad abitare dove il 118 non arriva
Sos di un dipendente Asl che vive in una casa nel bosco raggiungibile solo tramite un sentiero disastrato
SERAVEZZA. “La casa nel bosco” e il paesaggio incontaminato sulle colline seravezzine. Tutto bello, se non fosse per la paura di rimanere isolati da qualsiasi mezzo di soccorso. Il protagonista della storia è Mirko Mantoan, che ha già rischiato di lasciare la pelle in quella che per lui è diventata una trappola. Abita nella sua incantevole casuccia immersa tra i castagni, appena sotto il paese di Azzano, che da circa un anno è raggiungibile soltanto attraverso un sentiero disastrato, e pericoloso.
Qualche settimana fa, a causa della difficoltà dell’intervento del personale del 118, che non ha potuto trasportarlo in barella, Mirko è arrivato al pronto soccorso con l’intestino perforato in ritardo, e quindi in fin di vita. Per fortuna adesso si è ripreso, ma dopo circa un anno di battaglie per far sistemare il sentiero ha deciso di raccontare il caso a Il Tirreno.
«Da più di un anno ho scritto all’Unione dei Comuni di Seravezza – spiega Mirko – spiegando che quella è l’unica via per raggiungere casa mia». Si tratta del sentiero che da Azzano porta alla Pieve La Cappella. Vi si accede dal piccolo parcheggio sotto il ristorante Michelangelo. «Sono stato rimbalzato da una porta all’altra – prosegue lo sfogo Mirko Mantoan. Prima mi hanno detto di rivolgermi all’ingegnere Roberto Orsini del comune di Seravezza, poi ho scritto al sindaco Ettore Neri, che mi ha messo in contatto con Francesco Vettori, direttore dei lavori pubblici dell’Unione dei Comuni, poiché avrebbe fatto un’analisi per l’intervento».
Alla fine il sopralluogo del sentiero tanto importante per Mirko – oltre che per le decine di turisti che l’estate lo percorrono - c’è stato, ma con esito negativo: per fare i lavori pare ci vogliano intorno a 100 mila euro, di cui le casse dell'Unione dei Comuni al momento non dispongono. Tuttavia al signor Mantoan, che ha un invalidità del 100 per cento, e si è trasferito a Seravezza per aver vinto un bando di concorso per un posto di lavoro nell’Asl di Viareggio, basterebbe anche un intervento in somma urgenza. Almeno per sentirsi sicuro nel caso in cui, date le sue condizioni di salute, si trovasse di nuovo a dover far intervenire il pronto soccorso. Infatti, il sentiero è molto stretto, e i volontari non riescono a passare con la barella. Nell’intervento raccontato, Mirko è stato trasportato in braccio. «Grazie a Dio mi sono ripreso e sono venuto fuori da questa situazione. Durante il trasporto – ricorda Mirko - sono andato in precoma, e quando ho riaperto gli occhi ero al Versilia; i medici mi dicevano che ero grave e dovevano trasportarmi a Cisanello. Adesso ho paura che possa capitare di nuovo. Basterebbe spianare il sentiero in un punto e allargarlo».
Mirko Mantoan, 42 anni, abita ad Azzano da tre anni, ma è originario di Milano. È impiegato al distretto sanitario dell’Asl a Pietrasanta, e dopo che ha vinto il posto di lavoro ha deciso di trasferirsi a Seravezza in questo incantevole posto a due passi dal paese dalla frazione montana. Ma adesso, dopo che le forti piogge hanno rovinato la via di accesso alla sua abitazione, la sua residenza rischia di diventare un incubo.
Tiziano Baldi Galleni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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