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Natale senza stipendio al Pucciniano
I dipendenti della Fondazione non hanno riscosso il mese di novembre e fino a febbraio ormai va in questo modo
TORRE DEL LAGO. Natale senza stipendio per la decina di dipendenti della Fondazione Festival Pucciniano. Non è stato pagato il mese di novembre e le possibilità di riscuotere tredicesima e dicembre sembrano sfumare per il momento e fino a febbraio. Come peraltro aveva anticipato il “Tirreno”, quando ai primi di novembre aveva parlato con il direttore amministrativo, Franco Moretti. Che parlava espressamente di cinghia da stringere, in riva al lago, e anche ben stretta. A fine novembre è poi arrivato il parere dei revisori dei conti della stessa Fondazione in materia di strumenti che il vice presidente Alberto Pisanelli, di concerto con l’assessore Laura Servetti, aveva ipotizzato come possibili salvagenti. Ma l’iscrizione in bilancio dei diritti di superficie per 3.487.500 euro necessita di una perizia: lo hanno chiesto i revisori della Fondazione, dando lo stop all’operazione che la Fondazione intendeva avviare; e lo ha ritenuto necessario la Regione che ha inserito la perizia come condizione per erogare la quota del mutuo del Teatro, al fine di verificare la sostenibilità del bilancio della Fondazione stessa. Che oggi - scrivono i revisori - ha «uno squilibrio negativo pari a 4.072.920 euro».
Nel frattempo è arrivato anche il parere dell’Organismo straordinario di liquidazione sulla ricapitalizzazione tramite conferimento di beni attesa da anni e bocciata dai revisori dei conti, questa volta del Comune. Là dove vi siano dei beni disponibili - così l’Osl - questi devono essere destinati all’Organismo straordinario di liquidazione per la vendita nella procedura di dissesto. A meno che il Comune non sia in grado di permutarli in un corrispondente in denaro. Perché se beni destinati alla procedura venissero distolti dalla vendita vi sarebbe un danno grave ai fini della procedura per uscire dal dissesto.
E qui si tocca un tasto caldo dei rapporti tra amministrazione in carica e Organismo straordinario, nominato dal ministero dell’interno per guidare il Comune di Viareggio fuori dal dissesto. Una volta definita la massa passiva, l’ipotesi è quella di accordare ai creditori dei Comune percentuali delle spettanze tra il 50 ed il 60%. Con l’Osl ben deciso ad avere un quadro il più possibile chiaro dei beni pubblici da mettere in vendita in gran numero. Così che pochi ne resterebbero per chi governa il Comune guardando ai conti post 2013 (questi sono nelle mani dell’Osl).
Intanto, in riva al lago si registrano anche le dimissioni da rappresentante sindacale di Paola Monti (Cgil) che scrive: «Quando la collettività dei lavoratori non affronta in modo dibattimentale e costruttivo le situazioni di crisi, cercando soluzioni comuni e condivise, a mio avviso viene meno il mandato di rappresentanza. Questo è il motivo delle mie dimissioni».
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