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Uscita con fair-play «Ma la politica deve stare lontana»

Uscita con fair-play «Ma la politica deve stare lontana»

VIAREGGIO. Il gentiluomo in canotta rossa esce di scena. O forse no. «Resto a disposizione dei colleghi, per qualsiasi tipo di supporto. Il mio ruolo nel sindacato? Vedremo». Per Carlo Monti lasciare...

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VIAREGGIO. Il gentiluomo in canotta rossa esce di scena. O forse no. «Resto a disposizione dei colleghi, per qualsiasi tipo di supporto. Il mio ruolo nel sindacato? Vedremo».

Per Carlo Monti lasciare la presidenza dei balneari viareggini, di cui è referente indiscusso da almeno nove anni - ma il curriculum è per forza più lungo, vista l’esperienza nelle battaglie della categoria - significa perdere una fetta di cuore. Lui, però, incassa con la consueta signorilità. Anche perché si rende conto - senza ammetterlo - che era solo questione di tempo. Troppe cose, in questi anni, sono andate addosso ai balneari. Che hanno reagito nei modi più svariati. Ma soprattutto hanno vissuto una trasformazione che oseremmo dire sociologica: da categoria universalmente detestata, che faceva blocco contro l’esterno senza preoccuparsi delle accuse che piovevano da tutte le parti, si sono spezzati in varie correnti. Una delle quali, ormai maggioritaria, ritiene che l’operazione di rinnovamento - che include anche una maggiore attenzione al cliente - degli ultimi anni debba essere fatta in maniera radicale. Forse in maniera più radicale di quanto non è stato fatto fino ad ora dalla vecchia guardia, di cui Monti e l’amico e sodale Graziano Giannessi - autentico nume tutelare della categoria - sono rappresentanti.

Eppure Monti non vuole sentir parlare di scontro generazionale, o di figli che “uccidono”, metaforicamente s’intende, i padri. «Io faccio un applauso ai giovani per questo risultato, con l’augurio che siano in grado di portare avanti l’associazione. Il loro compito sarà difficilissimo, come sappiamo tutti e come so anch’io».

Il fair-play resiste anche nel momento in cui Monti riconosce di essere fuori anche dal consiglio direttivo. «Potrei subentrare se qualcuno rinunciasse, ma non so se sia il caso. Una cosa è certa: non ho fatto campagna elettorale, non sono andato a caccia di voti. A differenza di altri». E qui il gentiluomo, che rinuncia al completo solo d’estate quando è nel suo Vespucci, non risparmia una puntura di spillo. «Questa elezione dimostra che la politica è entrata nell’associazione. Secondo me, invece, deve starne lontana. È meglio per tutti. Io vengo considerato di destra - dice Monti - ma la politica l’ho sempre lasciata fuori dalla porta». Neanche troppo velato il riferimento al fatto che il nuovo presidente in pectore Pietro Guardi è un esponente della maggioranza che sostiene il sindaco Giorgio Del Ghingaro. «Un’altra cosa su cui sono perplesso - prosegue Monti - è lasciare libertà agli associati di iscriversi a qualunque associazione sindacale. Non è questione di poltrone, ma di chiarezza. A Lido fanno lo stesso, ma i risultati di questa scelta non mi convincono. Per quanto riguarda il mio ruolo nel sindacato Sib Confcommercio, vedremo se sarà possibile portarlo avanti». (m.t.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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