Il Tirreno

Versilia

SANITà»IL FUTURO DELL’OSPEDALE

di Matteo Tuccini

VIAREGGIO. Tumori al pancreas e all’esofago. Ma anche operazioni complesse alle orecchie. Con la nuova superAsl - che dal 1º gennaio ingloberà le aziende sanitarie di Versilia, Lucca, Massa, Pisa e...

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VIAREGGIO. Tumori al pancreas e all’esofago. Ma anche operazioni complesse alle orecchie. Con la nuova superAsl - che dal 1º gennaio ingloberà le aziende sanitarie di Versilia, Lucca, Massa, Pisa e Livorno - gli interventi chirurgici per queste patologie, come per altre, non verranno più eseguiti all’ospedale Versilia. Che però manterrà molte delle attività di eccellenza, così come verranno garantite le operazioni di routine. Questa è la rassicurazione che arriva dai vertici della sanità regionale, dopo un confronto tra i reparti delle varie aziende sanitarie in vista della creazione della superAsl tirrenica. I big della chirurgia versiliese, insomma, resteranno. E resteranno anche le specialistiche dove vanno forte. A meno che non si voglia aggiungere caos a un sistema già abbastanza in confusione. A quel punto, però, la responsabilità sarebbe di chi prende questa decisione. E della politica che non si è opposta.

Cosa se ne va. Ci sono interventi che richiedono una casistica, come si dice in gergo, superiore a quella vantata dall’ospedale Versilia. È il caso del tumore al pancreas, che in Versilia vede una decina di casi interessati all’anno che devono essere operati. A Pisa c’è un centro di eccellenza per questo tipo di tumore, dove il numero di interventi eseguiti è assai superiore. Il che comporta una specializzazione e una maggiore conoscenza del problema. Ed è lì che già oggi alcuni versiliesi vanno per sottoporsi all’intervento. In futuro sarà la normalità. Lo stesso accadrà per il tumore all’esofago. Ma anche una branca importante come l’otorinolaringoiatria sarà certamente interessata da questi cambiamenti. Dopo l’addio del dottor Massimo Papini, il reparto non ha più avuto un primario. E questo fa pensare che la Versilia non potrà essere punto di riferimento. Per alcuni interventi chirurgici complessi come alla laringe o alle orecchie, si dovrà necessariamente recarsi in un ospedale diverso.

Cosa resta. Su urologia e ortopedia, grazie ai primari Massimo Cecchi e Mario Manca, il “Versilia” ha numeri come nessuno. Gli interventi chirurgici per la rimozione del tumore alla prostata sono stati 128 l’anno scorso, nemmeno paragonabili a quelle delle vicine Massa e Lucca - dove tra l’altro non c’è un direttore di urologia. L’ortopedia di Manca è ai massimi livelli per le protesi e per le fratture del femore: anche in questo caso, i numeri sono inconfrontabili con il resto della cosiddetta “Area vasta”. Che cosa significa? Che non si potrà decidere di spostare questo tipo di interventi chirurgici a meno che non si crei un caso. I numeri dicono che i reparti allestiti al “Versilia” sono attrezzati per l’alta specialità, con una casistica che rende il team di chirurghi di alta qualità. Con un’efficacia degli interventi certamente superiore alla media. Dopo un confronto avvenuto tra medici e dirigenti sanitari regionali, si è capito che questi settori non si possono toccare. Anche perché si creerebbe confusione. Al “Versilia” verrà garantita anche la chirurgia di routine, quella per intendersi che viene trattata nella Generale, così come le operazioni d’urgenza. Tornando a otorino, che è il reparto all’apparenza più nel mirino degli “appetiti” delle altre Asl, è inevitabile pensare che per un banale intervento alle tonsille si resterà comunque in zona: impossibile fare altrimenti.

I timori restano. Possono stare tranquilli i pazienti che hanno bisogno del chirurgo? Difficile dirlo. La sentenza della Corte dei Conti, con i prepensionamenti obbligati di medici e infermieri, ha mandato in crisi la chirurgia generale. Che ha dovuto chiudere alcuni ambulatori. Questo ha creato dei problemi, come ha scritto Il Tirreno, in un settore delicato come la proctologia: è di pochi giorni fa la protesta furibonda di un paziente che soffriva di emorroidi e che si era visto rinviare la visita per la programmazione dell’intervento, perché non c’era il medico. Per il 2016, però, potrebbero arrivare rinforzi.

@matteotuccini

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