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Salta l’accordo tra sindacati e amministrazione

Salta l’accordo tra sindacati e amministrazione

VIAREGGIO. Fumata nera anche dalla prefettura. L’accordo fra amministrazione ed Rsu comunali sul contratto integrativo è saltato: è questo l’esito dell’incontro di ieri mattina a Lucca, incontro che...

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VIAREGGIO. Fumata nera anche dalla prefettura. L’accordo fra amministrazione ed Rsu comunali sul contratto integrativo è saltato: è questo l’esito dell’incontro di ieri mattina a Lucca, incontro che era stato richiesto all’indomani della dichiarazione dello stato di agitazione da parte delle rappresentanze sindacali.

Al tavolo erano presenti gli assessori al personale e al bilancio Valter Alberici e Laura Servetti, il segretario comunale Fabrizio Petruzzi, e le Rsu accompagnate dalla segreteria della Cgil Funzione Pubblica Giovanna Lo Zopole e da Massimo Petrucci (Cisl).

Il nodo della questione era ed è rimasto quello su cui si è bloccata la trattativa pochi giorni fa: il ricorso al Tar sulla riorganizzazione del personale intentato dalla Cgil-funzione pubblica e dalle stesse Rsu.

Il Comune aveva posto come condizione per procedere alla stipula dell’intesa sulla ripartizione del fondo delle risorse decentrate anno 2015 che il sindacato ritirasse il no sulla macrostruttura. Da qui lo stallo e la proclamazione dello stato di agitazione.

Nessuno si è mosso dalle rispettive posizioni. Di fronte al no alla richiesta di ritirare il ricorso, l’amministrazione ha comunque deciso di procedere in modo unilaterale: da gennaio i dipendenti avranno in ogni caso il riconoscimento delle posizioni organizzative e gli altri emolumenti contrattuali accessori. «Un atteggiamento irresponsabile quello delle Rsu - è stato il commento del sindaco - Rsu silenti negli anni, di fronte a situazioni che hanno portato al dissesto. Per questo abbiamo modificato la macrostruttura scegliendo di potenziare alcuni uffici: per seguire i bisogni della città in dissesto, in attuazione del principio della rotazione degli incarichi, sotto diretto suggerimento degli organi di controllo. Sottolineo che non si tratta di una rivoluzione ma di una ventina di dipendenti su 460: bastano questi numeri per connotare politicamente l'atteggiamento delle Rsu. La città è in dissesto e fuori i cittadini affrontano problemi, mentre l'amministrazione fa i salti mortali per garantire servizi e posti di lavoro».

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