Italia
Ispettori in azione anche di notte contro il lavoro nero a Natale
Decine tra hotel, pubblici esercizi e negozi saranno visitati sia durante le feste che a Carnevale Nel mirino anche i falsi contratti a progetto: multe per centinaia di migliaia di euro alle aziende
VIAREGGIO. Ispettori del Ministero in azione anche di notte per combattere il lavoro nero. Anche a Natale, così come nella prossima edizione del Carnevale, la Direzione provinciale del lavoro passerà al setaccio decine tra hotel, negozi, bar, ristoranti - in generale tutte le aziende turistiche - per scoprire eventuali abusi, totali o parziali. Nel mirino degli ispettori, spesso coadiuvati dai carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro, ci sono come al solito i dipendenti completamente in nero o i falsi contratti, che cioè raccontano una verità smentita dai fatti. Ad esempio la collaborazione a progetto o l’associazione in partecipazione per un cameriere o un cuoco. In caso di nero totale, il datore di lavoro rischia multe da millecinquecento fino a quindicimila euro, con l’obbligo di assunzione prima di poter riprendere l’attività ordinaria.
La vigilanza serale e notturna. In zone dove il lavoro è a prevalenza giornaliero, come Lucca e la Piana, gli orari dei controlli non possono che essere mattinieri o pomeridiani. Ma in zone come la Versilia, la Direzione provinciale del ministero del Lavoro mette a punto turni speciali che consentano di verificare anche sul tardi, e fino a una certa ora della notte, se in un hotel o in un ristorante ci siano delle irregolarità. È così che, nell’estate scorsa, sono stati scoperti alcuni portieri di notte assunti senza contratto in tre hotel della Versilia. Hotel la cui attività è stata sospesa, in attesa che si regolarizzassero.
I falsi contratti a progetto. A fine anno cesseranno di esistere. Ma chi li ha utilizzati impropriamente fino a oggi rischia comunque una pesante sanzione. Parliamo dei cosiddetti lavoratori “para-subordinati”, cioè dipendenti a tutti gli effetti mentre sulla carta non lo sono. La direzione territoriale dell’Ispettorato del lavoro di Lucca, negli ultimi mesi, ha scoperto un esercito di falsi contratti a progetto, o co.co.pro: 340, per le precisione. 226.440 euro, invece, è la somma delle sanzioni elevate ai titolari delle attività per utilizzo improprio di queste tipologie contrattuali. Si tratta di giovani centralinisti dei call center, impiegati di studi professionali, camierieri in bar e ristoranti, eccetera. Tutti i casi scoperti riguardavano lavoratori con un contratto di collaborazione a progetto, un co.co.co. o un’altra sigla che rientra nella vasta galassia dei cosiddetti para-subordinati. Quelli, per intenderci, in cui il soggetto è formalmente autonomo rispetto al suo committente. O almeno dovrebbe esserlo. Perché in realtà questi lavoratori avevano rigidi orari di ingresso e uscita, mansioni ben precise, una postazione fissa, e così via. In pratica, erano veri e propri dipendenti, ma meno costosi e con zero tutele. I datori li avevano assunti con queste forme contrattuali allo scopo di risparmiare. Non si tratta di casi isolati. Nel corso di quest'anno il personale ispettivo della direzione territoriale di Lucca e Massa Carrara, diretta dalla dottoressa Annamaria Venezia, nel solo territorio provinciale ha fatto 340 “riqualificazioni”, cioè trasformazioni dei contratti da collaborazioni a rapporti di lavoro dipendente.
Niente più co.co.pro: cosa fare. Dal 1° gennaio 2016 i contratti a progetto e molte altre tipologie di contratto saranno considerate come lavoro subordinato, qualora si concretizzino in prestazioni esclusivamente personali, continuative e organizzate dal committente rispetto al luogo e all’orario di lavoro. Per agevolare le trasformazioni, i committenti di contratti a progetto tuttora in corso possono procedere alla sostituzione con contratti di lavoro subordinato entro il 31 dicembre: in questo caso potranno beneficiare di uno sgravio contributivo fino a 8.060 euro per i successivi 3 anni. Se però l’Ispettorato del lavoro fa un controllo, e scopre che prima di essere “trasformato” il lavoratore a progetto era utilizzato in maniera impropria, scatta la sanzione. Per evitare guai i datori di lavoro possono, dal 1° gennaio, trasformare il co.co.pro in un contratto subordinato a tempo indeterminato. In questo modo beneficeranno di una specie di sanatoria, che però deve essere approvata anche dal dipendente.
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