Il Tirreno

Versilia

Prescritti tutti i reati la legge Severino non è più un pericolo

di Luca Basile
Prescritti tutti i reati la legge Severino non è più un pericolo

La Corte d’appello ha cancellato la condanna di primo grado Il sindaco esulta: fine di un incubo. Ma non è un’assoluzione

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PIETRASANTA. La pietra tombale, su un processo lungo dieci anni, l’ha messa nel primo pomeriggio di ieri la Corte d’appello di Firenze dichiarando prescritti i reati per i quali Massimo Mallegni era stato condannato in primo grado: abuso d’ufficio, violenza privata e corruzione impropria. Cadono, di conseguenza, gli effetti della legge Severino – Mallegni non potrà essere più sospeso dalla carica di primo cittadino- e si chiude un capitolo giudiziario durato un’enormità, anche se non è esclusa un’ulteriore tappa in Cassazione.

E così il sindaco, una volta tornato da Firenze, ieri pomeriggio, è stato accolto in municipio, da una trentina di fedelissimi: pasticcini e spumante per «brindare alla fine di un incubo, un processo-bufala che ha messo in ginocchio l’intera comunità di Pietrasanta per anni, me e la mia famiglia, “sputtanando” amministratori e dirigenti. Abbiamo posto la parola fine con una sentenza di riforma della decisione di primo grado che ha dichiarato estinti i tre reati» sono state le prime parole di Mallegni. Anche se sempre Mallegni, in più occasioni, aveva detto di volere uscire dall’intera vicenda con un’assoluzione senza se e senza ma, e proprio per questo aveva rinunciato ad avvalersi della prescrizione a settembre, quando il processo di secondo grado era iniziato.

Così, alla resa dei conti, non è stato. «Ma oggi – ha sottolineato il primo cittadino – il tribunale non è entrato nel merito delle imputazioni e non era quindi più possibile rinunciare alla prescrizione. Voglio ricordare che sono stato assolto, in primo grado, da quarantotto reati su cinquantuno. Detto questo, con l’avvocato Guerra, che ringrazio così come ringrazio tutti i miei cari e gli amici che mi sono sempre stati vicini, valuteremo se fare o meno ricorso in Cassazione, verificando ogni aspetto giuridico della questione. Faccio inoltre notare che è stato invece rigettato il ricorso delle parti civili per maltrattamenti così come la liquidazione per danni richiesti dai vigili urbani: chi voleva andare in vacanza a mie spese, se lo dovrà togliere dalla mente. Detto questo se qualcuno vuole equiparare una prescrizione per un passo carrabile ad un’assoluzione per associazione a delinquere, faccia pure: il mio casellario giudiziario è pulito e la Magistratura alla fine, come ho sempre pensato, mi ha dato ragione».

Non proprio in sintonia con il pensiero di Mallegni è l’avvocato Francesco Marenghi, chiamato a patrocinare le parti civili. «La Corte di appello ha condannato Mallegni a pagare le spese legali – 1.500 euro per ogni singola difesa - di sei vigili su sette: di conseguenza sarà un tribunale civile, a cui ci rivolgeremo, ad entrare nel merito dei risarcimenti per danni. Altro che festeggiamenti».

Lapidario il legale del sindaco, Sandro Guerra. «La Corte ha fatto un errore formale addebitando al mio assistito le spese legali. Detto questo Massimo Mallegni è stato dichiarato non colpevole, la Corte di appello non è entrata nel merito dei reati contestati, la richiesta danni per maltrattamenti è stata respinta e gli unici a soccombere in sede legale, ieri, sono stati i vigili. Mallegni ha subito cinque processi penali, scaturiti più o meno dallo stesso filone, dai quali è uscito sempre assolto. Sono pronto a rinunciare ad ogni mio onorario futuro, se Mallegni, come spero, deciderà per la Cassazione. E per quanto riguarda un dibattito in sede civile, lo auspico fin da oggi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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