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Controesame limitato Maffei contesta Boragine

Controesame limitato Maffei contesta Boragine

VIAREGGIO. Il plastico resta al Polo fieristico di Lucca sotto custodia della Qustura di Lucca. E le parti presenti nel processo potranno misurarlo ed effettuare tutti i rilievi necessari facendone...

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VIAREGGIO. Il plastico resta al Polo fieristico di Lucca sotto custodia della Qustura di Lucca. E le parti presenti nel processo potranno misurarlo ed effettuare tutti i rilievi necessari facendone richiesta al Tribunale. Che si riserva l’acquisizione del modello tridimensionale di cisterna, locomotore, tratto di binari in scala uno a dieci portato ieri in aula dalla difesa di Rete ferroviaria italiana. La richiesta di acquisizione è arrivata dai pubblici ministero Giuseppe Amodeo e Salvatore Giannino e dagli avvocati di parte civile. Non solo per il modellino - ha ribadito l’avvocato dell’associazione dei familiari delle vittime, Maurizio Dalla Casa, ma anche per i video mostrati «che devono essere messi a disposizione della difesa».

Rinvio al 13 gennaio. Se ne riparla il 13 gennaio, udienza dove il plastico torna di scena con controesame e riesame. E per la quale Gerardo Boragine, presidente del Collegio giudicante che comprende anche Nidia Genovese e Valeria Marino, ha scelto di limitare ai soli punti strettamente legati al plastico stesso la possibilità di domande. Una decisione alla quale hanno ribattuto entrambi i rappresentanti della Procura: «Per quanto attiene la testimonianza di Stefano Bruni - ha sottolineato con forza Giuseppe Amodeo - si è trattato di accertamenti del tutto nuovi non preceduti da alcun deposito, mentre i nostri materiali sono a disposizione da cinque anni. La Cassazione si è più volte pronunciata, e lo ha fatto anche la Corte Costituzionale, in materia di accertamenti nuovi. A meno che non sia stato portato a Lucca per prendere un po' d'aria, il modello tridimensionale deve essere depositato e fornito alle parti. Riteniamo, inoltre, che le domande sul plastico non sono scindibili dal resto delle domande. Se viene negato un controesame complessivo, ci deve essere data la possibilità - e il tempo - per il rilievo fotografico per il plastico al fine delle nostre valutazioni anche per un’eventuale memoria». La Procura - Giannino ne ha informato Collegio e parti - ha dato formale incarico alla Scansystem per le misurazioni.

Maffei-Boragine. L’avvocato Graziano Maffei, che è anche il legale del Comune di Viareggio costituito parte civile, ha contestato con parole durissima la decisione del presidente Boragine di limitare il controesame dell’udienza del 13 gennaio: «È sbagliato in radice ritenere di applicare una scissione tra la parte di controesame che sarebbe immune alle influenze dell'oggetto (il plastico, ndr) e quella parte che sarebbe invece influenzata dall'oggetto. Perché tutto ciò che è stato detto lucidamente oggi (ieri per chi legge, ndr) segue lucidamente un nesso, una consecutio. Dobbiamo essere degni del controesame. Noi dobbiamo verificare questo oggetto per capire se è un giocattolo o se è fonte di prova per il giudicante. Siamo di fronte ad una creatura viva e lei, presidente, non sa da dove l'interrogante voglia cominciare e da dove voglia finire...Per il mio intervento ho bisogno del tutto, dopo aver visto, capito, studiato. Mi oppongo nella maniera più decisa a questo tentativo di depistaggio».

La replica del presidente Boragine, che ha confermato la propria scelta, è stata immediata: «Maffei può utilizzare tutti i termini che crede, se ne prende la paternità e la responsabilità».

La decisione del Tribunale. Il botta e risposta dà il senso della tensione intorno ad un processo appena arrivato al giro di boa dei due anni. Un processo che non può avere fretta per i termini che tratta, almeno di non convocare udienza ogni giorno. Anche ieri, nel lavoro del consulente di Rfi (che Maffei ha definito «ottimo») è comparsa una lunga serie di calcoli, con formule aritmetiche complesse per chi mastica di codici e sentenze non di matematica, fisica, ingegneria. Calcoli che non possono essere oggetto di controesame immediato così come non lo potrebbe essere - per pm e avvocati di parte civile - la consulenza medico-scientifica su una malattia rarissima improvvisamente “spuntata” nel processo per il decesso di un paziente in ospedale. Se la verità è l’obiettivo della giustizia, allora ogni pagina del lavoro di Bruni ha necessità di un’analisi a freddo. Per essere sicuri di aver diradato, alla fine del confronto, anche l’ultimo filo di la nebbia.

Gerardo Boragine ieri, in un’udienza non facile come tutte le volte che si tocca l’argomento su cosa abbia provocato lo squarcio nella cisterna carica di Gpl, ha fatto una prima scelta: «Si va avanti con i consulenti fino a che non hanno testimoniato tutti. Fatti salvi i testimoni che arrivano dall’estero e sono già stati citati». Sarebbe più che mai opportuno - è stato nuovamente sottolineato dal Tribunale - che i legali di Ferrovie e delle aziende del gruppo e relativi imputati mettessero giù quell’elenco di nominativi che fin qui è mancato. Nonostante che le altre parti, compresi i difensori degli imputati stranieri, lo abbiano fatto per tempo.

C’è ancora un’udienza - quella di mercoledì prossimo. prima delle Festività natalizie e l’interruzione di un mese. C’è tutto il tempo, insomma, per pensare a come arrivare in aula nel 2016 avendo cambiato passo. (d.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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