Il Tirreno

Versilia

Boom di vaccinazioni È l’effetto meningite

di Matteo Tuccini
Boom di vaccinazioni È l’effetto meningite

La lotta al ceppo C trascina anche quella all’influenza: più 10%

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VIAREGGIO. I versiliesi tornano a vaccinarsi. Secondo i primi dati in possesso dell’Asl, rispetto all’anno scorso le persone che si sono sottoposte alla prevenzione contro l’influenza sono aumentate del 10%: un segnale positivo che fa il paio con le migliaia di pazienti - più di duemila solo a novembre - che si sono vaccinati contro il ceppo toscano della meningite C. Senza contare gli almeno altrettanti che si sono mossi per difendersi dal ceppo B, pericoloso soprattutto per i bimbi. Tanto che si può parlare di “effetto meningite”, in grado di trascinare anche la lotta all’influenza. Invertendo una tendenza negativa che durava da tempo. La stessa Regione ha invitato i cittadini a partecipare al piano straordinario contro la meningite C, responsabile di molti casi (anche mortali) nel 2015, per essere più coperti sia dal meningococco che dall’influenza.

«Il bilancio complessivo della campagna antinfluenzale - spiega il dottor Claudio Ciabattoni, che sta seguendo la questione per conto dell’Asl versiliese - lo avremo soltanto tra qualche mese, con i numeri definitivi. Ma dai riscontri che abbiamo cominciato ad avere da metà novembre, quando abbiamo consegnato le 30.000 dosi ai medici di famiglia, si capisce che c’è un altro passo rispetto all’anno scorso. Dove pure non eravamo andati così male». Resta il fatto che la campagna del 2014, dopo il clamore mediatico per il ritiro di alcune dosi considerate sospette e poi completamente scagionate, ebbe un esito negativo: soltanto 26.000 versiliesi, rispetto ai 31.000 dell’anno precedente, si sottoposero al vaccino. Con una copertura che, nel caso degli anziani, era inferiore al 50%. «Nelle prime tre settimane di lavoro - spiega il dottor Ciabattoni - possiamo stimare un incremento del 10% delle somministrazioni svolte dai medici di famiglia. Molti dei quali ci hanno già chiesto altre dosi. Questo ci fa sperare in un’inversione di tendenza che possa darci altri risultati alla fine della campagna, prevista per febbraio». È quello il periodo in cui si prevede ci sarà il picco dell’influenza: al momento, infatti, a colpire sono soprattutto i virus parainfluenzali come riniti, bronchiti e guai intestinali. Resta difficile capire se si arriverà agli obiettivi chiesti dalla Regione, che vuole il 75% di copertura per gli anziani.

È bene ricordare che le trentamila dosi di vaccino, arrivate in Versilia per la battaglia contro l’influenza, sono gratuite per le persone che hanno 65 anni o più e in generale per tutti i pazienti considerati a rischio da medici e pediatri. Tra queste, ci sono i bambini che hanno patologie particolari, come ad esempio una forma asmatica grave (che venga curata in maniera pesante). Oppure bimbi e adolescenti che vengono sottoposti a terapie continuative con aspirina. Anche le donne in gravidanza possono fare gratuitamente il vaccino. Che è a disposizione anche dei lungodegenti, cioè delle persone ricoverate per lungo tempo, e dei familiari di persone che hanno malattie tali da dover essere protetti anche da chi sta loro intorno. Infine, rientrano in questa categoria i soggetti sani, ma che per il tipo di lavoro che fanno - medici, poliziotti, impiegati comunali e così via - sono a contatto con numerose persone. E quindi devono essere tutelati.

I medici di famiglia sono stati invitati dall'Asl a promuovere la campagna di prevenzione con i loro assistiti direttamente interessati. Ma è necessario che anche gli stessi utenti si muovano per capire se è il caso di fare il vaccino. Da questo punto di vista, l’Asl invita a parlarne col proprio medico curante o col pediatra. Se la risposta è positiva ci si sottopone alla vaccinazione. Che viene eseguita direttamente dal medico se il paziente è adulto, mentre viene fatta dal pediatra nei distretti sanitari se l’utente interessato è un bambino.

@matteotuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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