Il Tirreno

Versilia

L’ex senatore Baldini: per salvare i bagni uscire dalla Bolkestein

di Donatella Francesconi

Non ci sarebbe nessuna alternativa per le concessioni Bocciata anche la procedura per le proroghe fino a vent’anni

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VIAREGGIO. Tutti fermi, “congelati” nelle proroghe concesse dal Governo fino al 2020. In attesa della sentenza della Corte di giustizia europea che potrebbe anche cambiare per sempre la prospettiva dei balneari italiani, proprio a ridosso della stagione 2016. Massimo Baldini, avvocato ed ex senatore di Forza Italia, ieri pomeriggio ha convocato una conferenza stampa-doccia fredda per i balneari che - nelle ultime settimane, grazie ad alcuni esempi andati a buon fine - hanno puntato sulla possibilità concessa dall’articolo 1, comma 253 della legge 296/2006. In base alla quale c’è «la possibilità di richiedere ex novo una concessione demaniale fino a venti anni in funzione dell'entità e della rilevanza economica delle opere da realizzare». Lo scrive il ministero delle attività produttive nel rispondere alla richiesta di chiarimenti avanzata dallo stesso Baldini, insieme al del presidente di Assobalneari Italia-Federturismo Confindustria, Fabrizio Licordari e del vice presidente Massimo Ronzi. Se il Comune cui viene presentata la domanda esprime parere favorevole dopo aver esaminato i documenti dello stabilimento balneare - ricorda il ministero - al concessionario deve essere rilasciata «una nuova concessione per la durata connessa all'investimenti. O al termine della concessione oggi assentita, e previo esperimento dell'istruttoria, o - se la concessione è in essere - con rinuncia della precedente. Altrimenti si eluderebbe la legge che prevede la proroga ex lege delle concessioni fino al 2020».

Nei casi fin qui ottenuti è andata esattamente così. Ma Baldini trae dalle parole del ministero la conclusione che congela i balneari dentro le proroghe concesse fino al 2020, termine decisamente più breve. Proroghe che il parere del ministero ricorda essere «di carattere straordinario e, dunque, temporaneo». In attesa di trovare la quadratura del cerchio con la direttiva Bolkestein. La strada della proroga da un minimo di sei ad un massimo di 20 anni - questa la posizione di Baldini - «nella situazione normativa attuale è da escludere. In quanto porterebbe ad una rinuncia dell'attuale concessione e dell'attuale proroga al 2020. Tale strada porterebbe conseguentemente ad un nuovo atto concessorio, legato ad un periodo incerto, determinato, in via del tutto discrezionale, dall' autorità concedente, e allo spirare del termine con la estinzione del rapporto». Incertezza per incertezza - la considerazione è inevitabile - si supera comunque il 2020.

«È necessario ed urgente - conclude Massimo Baldini - che il Governo si attivi immediatamente per difendere e sostenere il sistema balneare italiano attraverso una forte negoziazione con l'Unione europea per uscire dalla Direttiva comunitaria e per dare un futuro certo alle imprese balneari, sulla base dell'esempio spagnolo».

Il ministero, però - nello stesso parere reso noto dall’ex senatore - sull’ipotesi di uscita dalla Direttiva non lascia speranze quando ricorda che «dalla Commissione europea che in più occasioni ha fatto presente la necessità di espletare procedure ad evidenza pubblica per l'assentimento di dette concessioni».

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