Italia
A Fiumetto rischio divieto di balneazione permanente
Troppi sforamenti certificati negli ultimi anni, corsa contro il tempo per evitarlo Il Comune individua 33 scarichi abusivi e Mallegni chiede a Buratti più controlli
PIETRASANTA. Il rischio, concreto è quello di un divieto di balneazione permanente alla foce del fosso Fiumetto. Divieto che sarebbe la conseguenza dei tanti, anzi troppi sforamenti dei valori di legge certificati negli ultimi anni sempre dalle parti del litorale marinello. Stop alla balneazione che si tradurrebbe in un enorme danno, dal punto di vista turistico per Marina di Pietrasanta con serie conseguenze per le attività e non ci riferiamo solamente agli stabilimenti. Da qui l'azione portata avanti dal Comune che d'intesa con Arpat, Regione e Consorzio di bonifica sta valutando tutta una serie di misure da adottare già nell'immediato per fare fronte a quella che in passato è stata più volte considerata come un'emergenza. Anche se le soluzioni e le misure prese, sempre in passato, non sono poi servite a molto. Anzi.
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Nel frattempo l'amministrazione Mallegni ha dato il via ad un attento monitoraggio del territorio e nel breve volgere di poche settimane sono stati individuati 33 scarichi abusivi - da parte di privati - nei fossi che scorrono lungo il territorio comunale: cinque di questi scarichi andavano a finire proprio nel fosso Fiumetto. Al momento non è dato sapere se i liquami incriminati fossero reflui di fognatura nera o ancora di origine non inquinante: le verifiche sono in corso e ne sapremo di più nei prossimi giorni. Di certo si tratta di scarichi comunque non autorizzati e questo comporterà tutta una serie di provvedimenti, dal punto di vista giudiziario, nei confronti di chi non ha ottemperato a rispettare le prescrizioni di legge.
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Pietrasanta, però, giustamente, preoccupata dalla prospettiva di un divieto di balneazione permanente sul Fiumetto, guarda, con analoga preoccupazione, anche alla vicina Forte dei Marmi: da qui la richiesta da parte del sindaco Massimo Mallegni, al collega primo cittadino Umberto Buratti, di controllare le aree comunali di propria competenza, in particolare quelle della zona privilegiata di Roma Imperiale. L’obiettivo è quello di verificare, anche in questa sede, la presenza o meno di scarichi abusivi che vanno poi a confluire, con ripercussioni sulla salubrità delle acque, sul territorio confinante. Già la prossima settimana Comune e Regione, appoggiate da Arpat, entreranno nel merito delle misure pensate per evitare il divieto di balneazione: fra gli enti c'è un cauto ottimismo, ma la situazione era e resta particolarmente delicata. Sia dal punto di vista normativo che ambientale.
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