Il Tirreno

Versilia

Profughi a Torre del Lago, il prefetto: saranno divisi

Donatella Francesconi
Profughi in una tendopoli
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Profughi in una tendopoli

Giovanna Cagliostro propone il modello-Lucca: non più di quindici insieme. Baldini e Santini pongono la questione delle regole per la scelta della pensione

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TORRE DEL LAGO. Il modello scelto a Lucca è quello di non accogliere più di quindici rifugiati per progetto: «Ce l’ha fatto capire l’assessore Sichi...E funziona». A parlare è il Prefetto di Lucca, Giovanna Cagliostro, interpellata dal Tirreno sulla questione dell’arrivo dei ventisei pachistani destinati alla pensione “Andrea Doria”. «Un numero che in futuro può essere “spacchettato”, continua il Prefetto, «soprattutto se vi dovessero essere dei problemi. Ma la permanenza dei profughi - lo voglio dire con chiarezza - non significa problemi per la sicurezza». Tema sul quale lunedì Giovanna Cagliostro incontra il capogruppo del Movimento cittadini, Massimiliano Baldini, insieme ai rappresentanti di "Per Torre del Lago Puccini", Lega Nord, Forza Italia, Fratelli d'Italia e Partito Liberale.

Baldini ed Alessandro Santini (Forza Italia)  hanno posto la questione delle regole con le quali è stata scelta la struttura condotta dai familiari di Andrea Tommasi, dipendente civile del commissariato di Viareggio. «È normale - chiede Santini - che una questione internazionale come l'accoglienza di profughi, sia gestita quasi privatamente dal Comune e da un cittadino? Se davvero le cose fossero state fatte perbene, il titolare della pensione non avrebbe dovuto dichiararsi immediatamente pronto a rinunciare. Invece l'ha fatto, segno che sarebbe il caso che l'amministrazione chiarisse ufficialmente la propria posizione, perché questo silenzio è tanto imbarazzante quanto eloquente».

Baldini aggiunge: «A prescindere dal tema della sicurezza, è opportuno e doveroso capire fino in fondo quali siano state le modalità procedurali con le quali si sono mossi l'amministrazione Del Ghingaro ed i suoi assessori Mei e Manzo in questa storia. Infatti, ad una prima lettura delle informazioni che si possono reperire dal ministero degli interni, il sistema di accoglienza sul territorio dei richiedenti asilo, rifugiati e destinatari di protezione sussidiaria è legato a progetti degli Enti locali finanziati con risorse messe a disposizione che hanno natura pubblica, si riferiscono a progetti ben definiti e sono presentati a mezzo di appositi bandi. Insomma; ci sono di mezzo soldi pubblici e non si scherza». Se tutto ciò è reale, allora - continua Baldini - quanto accaduto a Torre del Lago, sulla scorta delle stesse dichiarazioni del privato - "io sono stato contattato mentre ero in Municipio per altre cose (quali ?)" . . . . "dopodichè avevo stipulato un accordo virtuoso con la Cooperativa Odissea" (perchè proprio quella?) - pare invece un bel pasticcio che sarà bene venga chiarito dal sindaco e dai suoi assessori nelle commissioni competenti ed in consiglio. Intanto lunedì chiederemo al Prefetto che venga fatta luce su questa storia, sotto ogni aspetto e con ogni strumento utile».

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