Arpat mette in guardia: mare a rischio inquinamento tutte le volte che piove
Ma i balneari sono contrari all’ipotesi di divieti preventivi annunciata dall’agenzia. Le priorità per la categoria devono essere i lavori su fogne e depuratori
VIAREGGIO. Immaginiamo una famiglia in vacanza al mare in Versilia. Piove per qualche ora e in spiaggia non si va. Poi esce uno splendido sole e la costa regala una giornata perfetta da trascorrere in spiaggia. La domanda è: il bagno in mare conviene farlo oppure no? Perchè stando a quanto Arpat ha rilevato in questi anni e certificato ufficialmente anche in occasione del convegno sulla qualità delle acque di balneazione organizzato giovedì scorso al Principe di Piemonte da Federalberghi e Confcommercio in Versilia, ogni volta che piove con una certa insistenza, si rischia lo sversamento di liquami nei fossi e poi in mare. A causa di “troppo pieno” negli impianti di depurazione, di mal funzionamenti lungo la rete fognaria e così via.
Una consapevolezza frutto del lavoro svolto in questi anni da Arpat che ha suggerito all’agenzia regionale per l’ambiente di proporre alle amministrazioni locali misure preventive in una logica di tutela della salute pubblica: se sappiamo con certezza quali sono le criticità della rete, cosa provoca l’inquinamento del mare e quando questo può verificarsi conviene agire d’anticipo, comunicare ai sindaci il potenziale rischio e evitare che i bagnanti si tuffino nell’acqua contaminata da batteri.
[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.12574102:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2015/12/06/news/a-fiumetto-rischio-divieto-di-balneazione-permanente-1.12574102]]
Il ragionamento non fa una piega. Dentro, ovviamente, un percorso ancora tutto da costruire con le amministrazioni locali e - precisa la direttrice di Arpat Maria Sargentini - con le categorie interessate. L’agenzia è comunque pronta a partire. Ma in un territorio come quello della Versilia dove solo ora, dopo trenta anni di emergenze, si comincia a intervenire concretamente sul miglioramento dei servizi di depurazione e fognatura, il rischio è davvero quello che ogni volta che si profili un’allerta meteo, anche non particolarmente preoccupante, scattino divieti preventivi. Con il risultato che per l’economia turistica legata la mare (dallo stabilimento balenare alla bottega del fornaio) riceva un danno (economico e di immagine) maggiore da questo tipo di provvedimenti piuttosto che dai divieti di balneazione che scattano a seguito delle analisi di Arpat.
«Intanto far passare il messaggio che ogni volta che piove il mare rischia di essere inquinato è indubbiamente un danno di immagine per la Versilia - spiega Luca Petrucci, presidente dei balneari di Lido di Camaiore - Una proposta come quella formulata da Arpat dovrebbe poi essere condivisa e nel caso adottata da tutti i Comuni della costa e dubito che questo verrebbe fatto. Che si fa, poi, se incappiamo in una estate particolarmente piovosa? Personalmente credo si tratti dell’ennesima scorciatoia. E credo sia arrivato il momento di dire basta alle scorciatoie: quanto tempo serve? Due, tre, quattro anni per fare i lavori che risolvano definitivamente il problema? Va bene. Ma facciamoli, assicuriamo una volta per tutta l’acqua pulita. Non è che perché nel frattempo il problema non viene risolto si vietano i bagni in via preventiva».
[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.12568542:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2015/12/05/news/comuni-ancora-cauti-sul-modello-romagnolo-1.12568542]]
Perplessità, quelle di Petrucci, ampiamente condivise tra i balneari, come conferma il presidente regionale Sib (sindacato italiano balneari) Graziano Giannessi. «Divieti preventivi? È una proposta indecente - tuona - Se Arpat vuole fare una cosa seria dichiari prima le date di quando viene a fare i controlli. La stessa agenzia conferma che il metodo attualmente in vigore fa sì che i prelievi fatti dopo giornate di pioggia diano risultati tali da far emettere ordinanze che poi vanno ad essere applicate quando il problema in mare in realtà è risolto». Giannessi, intervenuto anche in occasione del convegno sulla balneazione al Principe, ha ribadito come la principale economia del territorio, il turismo appunto sia «condizionata da come vanno le cose in mare. La regola dovrebbe essere: intanto non si sporca, come prima cosa, e poi vediamo come si va a pulire». E in proposito il presidente Sib non si esime dal fare un appello ai Comuni, soci di Gaia, perché i lavori necessari a “non sporcare” il mare vengano fatti e il prima possibile.
La proposta di Arpat preoccupa anche Roberto Bertolucci, vice presidente di Confesercenti Versilia e presidente del balneari della Darsena a Viareggio. «Quello che chiediamo - afferma - è che i cantieri per i lavori sulle fognature e i depuratori vadano avanti. Aspettiamo l’incontro che ci è stato annunciato sul tema dei divieti preventivi, sui quali non siamo d’accordo. Ci muoveremo nei confronti delle amministrazioni comunali».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
