Il presidio
Viareggio Porto, il vero scoglio da affrontare sono le banche
In vista della adunanza dei creditori, al momento ancora fissata al 10, si parte dalla stima di tre milioni La cordata locale è ancora interessata. Sgrò: voglio arrivare al traguardo da vincitore per la mia città
VIAREGGIO. Confermata o meno che sia l’adunanza dei creditori che dalla fine di ottobre è stata rinviata al 10 dicembre, una certezza c’è: si parte dalla stima di poco più di tre milioni contenuta nella relazione di Riccardo Sarti. Un’ipotesi, questa, che era già contenuta nella proposta per il concordato presentata dalla società con sede a Londra, “Beach Property Real Estate”: si ridurrebbe così al 50% la soddisfazione dei creditori chirografari. Un'ipotesi - questo il quadro disegnato - nella quale si starebbe comunque dentro.
Anche se l’ultima parola tocca ai creditori, convocati dal Tribunale appunto per il 10, salvo che - come da indiscrezioni - non vi sia un ulteriore rinvio, che potrebbe essere a febbraio. Creditori che sono soprattutto Comune (che della Viareggio Porto è socio unico) ed Istituti di credito. Di debiti verso il sistema bancario «per circa euro 1 milione» parlava Giovanni Giannerini al momento di lasciare la presidenza della società. In realtà le cifre che circolano danno un’esposizione di 1,3 milioni verso il Banco Popolare e di 476.000 euro verso il Monte dei Paschi, al quale va aggiunto un importante scoperto di sconto. Tutti “buchi” che mal si conciliano con una società che incassa anticipatamente le somme dovute per gli approdi.
Tutto intorno all’appuntamento fissato dal Tribunale, alla stima appena conclusa e alla proposta concordataria, si muove la definizione della cosiddetta cordata locale (ma si era fatta avanti anche una società di Milano che acquista e rivende aziende).
Pasquale Sgrò, che ha dedicato l’estate a mettere insieme la neonata Porto Viareggio Partecipazioni (presidente lo stesso Sgrò con Mario Del Pistoia suo vice), conferma l’interesse. Il raggruppamento che si è costituito è destinato a partecipare, insieme ad una serie di aziende non unite tra di loro e ad alcuni cantieri della grande nautica, alla “Il porto della Versilia Srl”. Società che parteciperebbe all’asta del Tribunale per acquisire la Viareggio Porto. «Voglio arrivare al traguardo da vincitore, all’asta», conferma Pasquale Sgrò al “Tirreno” così sintetizzando il proprio impegno: «È una cosa a cui tengo ed è un sacrificio che faccio volentieri per la città che amo e che viene solo dopo la mia famiglia».
Nello scenario complessivo, in realtà, non è ancora escluso del tutto il possibile fallimento. Proprio le banche potrebbero non accettare la proposta messa sul tavolo per i creditori, Anche considerando che non più tardi di otto anni fa il Comune ha venduto il 48,8% delle quote della Viareggio Porto per dieci milioni. Anche considerando la crisi economica e quella dei conti pubblici, da dieci a tre c’è un abisso.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google