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Le dimissioni del presidente di Gaia spiazzano i sindaci
Da Viareggio, Massa e Carrara nessun intervento ufficiale Del Dotto: da qui a fine mandato bisogna favorire la continuità
CAMAIORE. L’effetto sorpresa, se ci doveva essere, in qualche modo c’è stato. La remissione del mandato nelle mani dei sindaci soci di Gaia da parte del presidente della società dell’acqua, Nicola Lattanzi, ha colto almeno alcuni di sorpresa. La lettera inviata ai giornali nel pomeriggio di mercoledì è stata praticamente contemporanea alla comunicazione ai sindaci, i veri proprietari dell’azienda che ormai da due mesi naviga in acque tempestose, almeno per quanto riguarda i vertici ridotti all'osso dopo le dimissioni di due dei cinque componenti. Difficoltà aggiuntive, probabilmente non necessarie per una società di primaria importanza per i cittadini già oberata dai debiti e ora anche alle prese col rischio fallimento a seguito dell’istanza presentata da uno dei Comuni creditori, Cutigliano. Ma è proprio per queste difficoltà che Lattanzi ha deciso di rivolgersi ai soci con le dimissioni in mano chiedendo chiarezza e indirizzi, sia sul futuro del consiglio di amministrazione sia più in generale dell’assetto manageriale e organizzativo della società.
Pochissime, per ora le reazioni. Nessun intervento ufficiale da parte dei Comuni che detengono le quote più rilevanti dell'azienda, cioè Viareggio, Carrara e Massa (queste ultime due al centro delle indiscrezioni relative alla volontà di andare, magari anzi tempo, alla sostituzione dei vertici di Gaia). Ma qualcosa, in vista dell'assemblea dei soci convocata per il 10 dicembre, ha cominciato a muoversi.
Pochissime le considerazioni anche da parte del sindaco di Camaiore Alessandro Del Dotto, che pure era pubblicamente intervenuto per richiamare i soci a tenere la barra dritta sugli obiettivi prioritari di Gaia: ottenere i finanziamenti delle banche necessari per gli investimenti e pagare i debiti nei confronti delle amministrazioni comunali. «La diplomazia è già al lavoro - si è limitato a dire Del Dotto - per definire linee di indirizzo da qui alla fine del mandato in una logica di continuità e favorire la nomina di un nuovo membro del cda dopo le dimissioni della vice presidente Claudia Laudanna».
Uno dei temi, questo, che Lattanzi mette sul tavolo dei sindaci come si legge nella relazione che accompagna la lettera inviata ai soci. «La situazione è delicata - scrive - e difficilmente parrebbe suscettibile di rinvio da parte dell'assemblea la delibera circa la ricomposizione a cinque membri dell'organo consiliare anche, ma non solo, in vista delle negoziazioni e delle trattative che la società ha in corso per l'ottenimento del finanziamento strutturato», quello da 140 milioni di euro che consentirà a Gaia di non naufragare assicurando i pagamenti ai Comuni creditori, i servizi e gli investimenti.
In merito all'assetto di governo societario Lattanzi parla poi di “criticità” emerse anche in occasione della “vicenda inerente l'interruzione consensuale del rapporto di lavoro con un dirigente”, ovvero il caso del presidente del consiglio comunale di Carrara Luca Ragoni. E facendo riferimento a pareri professionali richiesti dal cda sottolinea come sia emersa “l'inadeguatezza dell’attuale assetto di governo societario”. Il riferimento è anche alla figura del direttore generale Paolo Peruzzi. «È mia convinzione che l'attuale indirizzo e conduzione manageriale di Gaia si caratterizzino per un eccessivo accentramento di funzioni sulla figura del direttore generale che provocano difficoltà operative all'azienda e ciò al di là dell'impegno e delle doti professionali del direttore medesimo».
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