Il Tirreno

Versilia

Dodici mesi fa un altro terremoto simile per il caso tallio e l’organizzazione interna

«Il Consiglio di amministrazione attualmente in carica si è insediato da circa sei mesi ed è stato impegnato su fronti diversi» così iniziava la nota di informazione del Presidente di Gaia, Nicola...

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«Il Consiglio di amministrazione attualmente in carica si è insediato da circa sei mesi ed è stato impegnato su fronti diversi» così iniziava la nota di informazione del Presidente di Gaia, Nicola Lattanzi, in merito alla remissione del mandato precedente a quella di ieri e inviata all’assemblea dei soci il 3 dicembre 2014. Pochi giorni dopo l’assemblea gli confermò la fiducia. Il “fattore scatenante”, un anno fa, fu la vicenda tallio e «la condotta anomala di un dipendente coinvolto nei controlli della qualità delle acque» scriveva allora Lattanzi. Cosa dalla quale poi scaturì un esposto alla procura. Scrivendo ai soci il presidente, un anno fa, rilevò la necessità di «riflessioni e considerazioni». «Aspetti che ai tempi valutai di estrema e fondamentale importanza - ricorda oggi il presidente - per lo sviluppo della società Gaia e ai quali mi sono costantemente attenuto. Si trattava del tema inerente la struttura organizzativa, che sottende al sistema delle deleghe e delle responsabilità, e che risulta in stretta relazione con gli assetti di governo societario; la situazione finanziaria e la ricerca di una più armonica composizione fra fonti (il capitale di finanziamento) e impieghi (il capitale di funzionamento); l'avvio di un percorso di graduale e costante managerializzazione stante la crescita dimensionale intrapresa dall'azienda nel corso degli ultimi anni». Lattanzi ha portato avanti il suo lavoro. Ma ieri, come oggi, le modalità di gestione all’interno della società non sono cambiate e risultano - stando a quanto riporta una articolata relazione sulla governance aziendale commissionata dalla stessa Gaia - quanto meno inusuali per uno sbilanciamento di poteri concentrati nella figura del direttore generale. Non solo. Oggi, certamente più di ieri, il nome di Lattanzi è messo in discussione da una parte importante dei sindaci soci.

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