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Una lunga scia di sangue Pedoni e ciclisti hanno la peggio

Donatella Francesconi
Una lunga scia di sangue Pedoni e ciclisti hanno la peggio

Viareggio: numerosi gli incidenti mortali negli utlimi dieci anni riòevati nell'indagine delle associazioni Aifvs e BiciAmici

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VIAREGGIO. È un brulicare di punti rossi la mappa degli incidenti mortali degli ultimi dieci anni. Vittime, per la maggior parte, pedoni e motociclisti. Vittime, spesso, di manovre azzardate se non del tutto proibite messe in atto da chi è alla guida di auto o - troppe volte - di pesanti. È il 2011 quando, in via Monte Matanna l’autista di un autocarro investe un pedone sulle strisce. Chi è a piedi non ha scampo. Stesso anno, ma la zona della città cambia radicalmente: in via Nicola Pisano è ancora l’autista di un autocarro ad investire un ciclista impegnato nella svolta verso sinistra, per il quale la vita finisce lì.

Due anni prima, nel 2009 aveva avuto esito identico un incidente accaduto in via Aurelia, dove l’autista di un altro autocarro aveva investito un pedone che stava traversando con il semaforo verde a proprio favore. Per la vittima non c’era stato niente da fare. Ed ancora sulla stessa strada, ma l’anno dopo (2010) era stato un automobilista ad investire un pedone. Anche in questo caso il pedone stava traversando ed è stata l’ultima cosa che ha fatto nella vita.

Anche se non ci fosse il macabro elenco a scorrere sotto gli occhi, ciascuno di noi ha in mente ogni attraversamento pedonale che ha affrontato ed affronta con la consapevolezza di rischiare la vita ogni volta. Provare per credere ad affrontare uno qualsiasi di blocchi di strisce pedonali sul viale a Mare, o lungo via Coppino, o sull’Aurelia al Varignano, viale Marconi a Torre del Lago. Sono tanti, troppi, i casi di giovani e giovanissimi che hanno perso la vita sulle strade della città. E ce lo ricordano le loro famiglie, molte delle quali sono ancora in attesa di capire cosa e chi ha procurato la morte dei loro figlio. Come nel caso di Aurora Francesconi, che aveva solo 15 anni quando - nel 2014 è piombata in terra in sella alla sua Vespa lungo via Giovanni XXIII.

L’ultimo incidente mortale, poche settimane fa, sulla via Marco Polo s’è portato via un anziano ciclista. Ed un ciclista, anche lui non giovanissimo ma in gamba, è la vittima del 2014 in via Santa Maria Goretti.

Sono, in tutto, quarantacinque incidenti mortali in dieci anni, che significano quasi cinque morti ogni anno, in media. Un dato che, caso dopo caso, richiede interventi affinché le strade viareggine non possano essere più definite come “da paura”.

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