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Mare inquinato: i tedeschi al lavoro sugli impianti
Del Dotto incontra i vertici dell’azienda che costruirà i sistemi di ionizzazione ma raccomanda: «Ora serve che Gaia faccia gli investimenti sulle infrastrutture»
CAMAIORE. Entro metà dicembre la firma del contratto. A gennaio la posa in opera degli impianti lungo Fossa dell’Abate e i canali Motrone e Fiumetto. A marzo il via al loro funzionamento: disinfettare tramite scariche elettriche l’acqua dei canali contaminata da scarichi fognari. Queste le tappe per la realizzazione degli impianti di ionizzazione finanziati dalla Regione con i quali l’intera Versilia spera di poter “tamponare” l’emergenza inquinamento del mare che negli ultimi anni ha provocato, in piena stagione estiva, il ripetersi di ordinanze di divieto di balneazione perché in acqua, dai fossi, veniva scaricata anche la fognatura. Tappe definite nel corso di un confronto tra Alessandro Del Dotto, primo cittadino di Camaiore ente capofila per la realizzazione del progetto, e i rappresentanti dell’azienda tedesca chiamata a costruire e mettere in opera gli impianti, la Lwt gmbh disinfection tecdhnologies di Weissenfels.
Gli impianti, come ormai noto, dovranno essere sperimentati: fino ad oggi questo genere di tecnologia non è stato utilizzato per situazioni come quelle dei fossi versiliesi. Ma è certo che l’avvio di questi impianti fornirà agli enti chiamati a seguire le fasi di attivazione e utilizzo - Arpat, Università di Pisa oltre che Gaia e enti locali - informazioni su qualità delle acque e fenomeni di inquinamento che fino ad oggi non erano a disposizione.
Un passo avanti importante, insomma. Anche se assolutamente non sufficente, come tiene a ribadire Del Dotto, alla soluzione del problema dell’inquinamento dei fossi e della qualità della balneazione. Soluzione che è legata inevitabilmente all’adeguamento e al potenziamento del sistema fognario e della depurazione. «Ed è qui che entra in gioco il piano degli investimenti che la società Gaia è chiamata a fare» ricorda il sindaco di Camaiore che non nega una certa preoccupazione rispetto alle ultime vicende intorno alla società di gestione del servizio idrico integrato. Gaia, come noto, rischia il fallimento in relazione a una istanza presentata da un piccolo Comune del pistoiese, Cutigliano. E al contempo si trova ad essere amministrata da un consiglio di fatto dimezzato e oggetto di appetiti do natura politica che rischiano di destabilizzare la società. Anche per questo le banche che dovrebbero valutare la possibilità, per Gaia, di accedere a un maxi finanziamento strutturato (circa 140 milioni di euro) - indispensabile per proseguire gli investimenti, in particolare quelli per la qualità delle acque di balneazione - hanno, per così dire, tirato il freno. Con il rischio di mettere in crisi, profondamente, l’azienda. In questo quadro si inserisce l’ennesimo appello di Del Dotto all’azienda e ancora di può ai suoi soci, i Comuni: «I finanziamenti fermi devono arrivare - ribadisce - sono quelli necessari a finanziare il piano di investimenti per mettere in sicurezza la balneazione. La certezza per la soluzione del problema sono le infrastrutture ed è dunque indispensabile che non ci siano vicende che minimo il percorso intrapreso. Bisogna aver chiare le priorità. Il mio è un appello a dare massima fiducia al direttore generale di Gaia che deve mantenere i poteri di delega ed esecutività: il lavoro fatto non deve essere interrotto».
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