Parte il tour di Baldini Da Pescara a Fregene
CAMAIORE - Come associazione "Camaiore e i suoi Borghi" riteniamo – si legge nel comunicato ufficiale – che le piccole attività commerciali, che operano nelle frazioni collinari, oltre che...
FORTE DEI MARMI
I. quasi 500 balneari della Versilia riflettono, intanto il senatore Massimo Baldini agisce. el nome del partito dei balneari che di fatto sabato ha fondato a Forte dei Marmi, nella convention della Capannina.
Già oggi l’ex pezzo grosso di Forza Italia (è stato sottosegratario alle Comunicazioni e vicepresidente della Commissione di vigilanza sulla Rai: snodi cruciali nel Ventennio berlusconiano) sarà a Pescara.
«Incontrerò i balneari ed in genere i concessionari dell’Abruzzo. Martedì, cioà domani, sarò a Fregene, la Forte dei Marmi del Lazio, per incontrare i concessionari di lì. E ancora sarò in Campania e poi in Liguria».
Il gran finale sarà la convention di questo movimento politico che Baldini ha annunciato si terrà a Roma. «La data non è ancora fissata, prima devo finire questo tour nelle regioni italiane interessate alla direttiva Bolkestein. Poi indicheremo una data per incontrarci tutti a Roma. In quella occasione non faremo solo ragionamenti. A Roma presenteremo lo statuto del movimento e, naturalmente anche il simbolo di questo movimento».
Il convegno in Capannina è andato bene, almeno sembra..
«Oltre le attese la presenza di balneari. Ma è andato benissimo anche il dopo convegno. Ho ricevuto tante telefonate di apprezzamento, anche da lontano. Non solo da Toscana e Liguria».
Quando si passa dalla protesta alla politica, quando si annuncia di volere cercare o voti. le prospettive cambiano. Oggi in molti si chiedono da che parti sta il più volte senatore e uomo di governo, già socialista e poi Forza Italia.
«Oggi sono fuori da tutto. Sono uno spirito ed un uomo libero. Che ho deciso di imbracciare la bandiera dei balneari. Non da oggi e per l’oggi. Lo avete scritto voi che la famosa legge sul rinnovo automatico delle concessioni ha già salvato una volta la nostra industria balneare».
L’avvocato Baldini immagina uno scenario dove 30mila aziende balneari e 400mila addetti, indotto compreso in questo caso, possano portare quei voti che – in caso di ballottaggio alle Politiche – potrebbero essere l’ago della bilancia in una contesa che vede sempre più pronti al duello finale il Pd di Renzi ed il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo e Casaleggio.
Come sempre capita, Baldini cerca di infondere fiducia a truppe – va detto – oggi molto scoraggiata. Ma le tante persone presenti sabato in Capannina infondono fiducia a lui.
«Non so come andranno le cose alla fine – commenta Baldini – ma credo che la soluzione per salvare le spiagge italiane dalle aste sia solo quella politica. Non credo in soluzioni giuridiche o giudiziarie».
Da qui l’issare sui pennoni de bagni d’Italia la bandiera di un movimento che – inutile nasconderci dietro un dito –rischia perlomeno l’accusa di corporativismo. Per non dire di peggio.
«L’ho già detto alla Capannina: quelle delle aste è solo un posizione ideologica, legate peraltro ad idee che ormai appartengono al Novecento».
E allora c’è solo da attendere. La prima data, abbastanza fatidica, è giovedì 3 dicembre, giusto fra una settimana e poco più. Quando la corte europea del Lussemburgo dovrà decidere se è legittima o meno la proroga che il governo italiano ha concesso ai bagni con scadenza 31 dicembre 2016.
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