Assalto al locale in Darsena, il racconto dei 5 minuti di terrore
Viareggio, "Ammazziamo tutti": due nordafricani si sono presentati al Maki Maki nel cuore della notte con una scimitarra ed un fucile. "Ci siamo chiusi dentro, poi per fortuna se ne sono andati"
VIAREGGIO. “Ammazziamo tutti”: è con queste parole che due uomini nordafricani si sono presentati di fronte al Maki Maki, uno dei più noti locali del Vialone, in Darsena, pretendendo di entrare. E’ accaduto giovedì notte, dopo che i due hanno più volte tentato di mescolarsi alla clientela. Ma sono sempre stati respinti dalla sorveglianza.
[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.11995675:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2015/08/27/news/lite-al-maki-maki-il-questore-chiude-il-locale-1.11995675]]
“Poi, quando avevamo già chiuso e stavamo facendo i conti – racconta Emiliano Cerri, uno dei gestori – hanno sfondato la recinzione sul retro e strappato la tenda. I nostri buttafuori sono di nuovo intervenuti”. Tempo dieci minuti, però, e i due si ripresentano. A quel punto – così la ricostruzione – non sono a mani vuote: “Uno aveva una grossa scimitarra e l'altro imbracciava un fucile”.
Il gestore e i vigilantes si sono chiusi dentro per non farli entrare, mentre i due aggressori giravano intorno per entrare. "Sono stati cinque minuti di terrore - racconteranno alla polizia". Tra le testimonianze, a rischio scampato, qualcuno dirà che si trattava di un fucile ad aria compressa: “Certo è che asserragliati nel locale, non è che sei capace di fare distinzione”, continua Cerri.
[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.12484359:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2015/11/21/news/in-tre-armati-di-coltello-assaltano-e-rapinano-il-bar-del-distributore-1.12484359]]
Quando è arrivata la Volante del commissariato i due se n’erano già andati. Ma trovarli non sarà difficile. “Sono persone che fanno parte di quel gruppo di sei-otto nordafricani che stazionano perennemente sul Vialone, fuori da locali”, prosegue la testimonianza: “Uno dei due, in particolare, è un frequentatore assiduo del Vialone”. Dove le siepi diventano facile nascondiglio per lo stupefacente da piazzare e per le armi: “Se a qualcuno viene in mente di metterci le mani per fare pulizia salta fuori di tutto, grossi coltelli compresi”, racconta Cerri. Che torna a ripetere la domanda di sempre: “Bisogna arrivare a questi livelli perché si decida di intervenire davvero in Darsena?”
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
