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Versilia

Consigliere minaccia di occupare il Comune. Il sindaco: "pagliacciata"

Consigliere minaccia di occupare il Comune. Il sindaco: "pagliacciata"

Del Ghingaro bacchetta De Stefano per la messinscena in municipio in solidarietà con gli sfrattati: "un atteggiamento inqualificabile"

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VIAREGGIO. Lo aveva annunciato pochi giorni fa: «Se il sindaco non farà un passo con il prefetto per chiedere il blocco degli sfratti dormirò in municipio». Ieri mattina ha provato a farlo: Giuseppe De Stefano, consigliere comunale del gruppo Viareggio Democratica, si è presentato in Comune con tanto di coperta e viveri. Una messinscena che ha fatto ridere molti e ha lasciato interdetti non pochi. A cominciare dal sindaco che ha commentato con parole durissime quella che ha definito chiaro e tondo «una pagliacciata».

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«È grave - ha detto il sindaco - quando un cittadino non porta rispetto alle istituzioni, ma ancora più grave quando l’affronto arriva da chi dell’istituzione è parte. Rispetto per le istituzioni dalle istituzioni, dunque: questo il principio che ho sempre seguito e al quale non intendo derogare. Prendo formalmente le distanze, dalla pagliacciata che è stata messa in atto dal consigliere De Stefano nell'atrio del palazzo comunale. Un atteggiamento che non posso che definire inqualificabile e lo faccio a nome mio e di tutta l’amministrazione: un’amministrazione che si caratterizza per i toni fermi ma pacati».

«Le sceneggiate e le piazzate da mercato fatte solo per accattivarsi titoli di giornali non fanno parte del modo di fare né mio né della mia giunta - ha proseguito il sindaco - mi auguravo che anche i consiglieri eletti si sarebbero attenuti a questo modo di fare, non tanto per remissività quanto per educazione. Evidentemente mi sbagliavo. Ma sono certo di non sbagliare quando dico che la legalità deve essere il faro che guida ogni rappresentante della cosa pubblica. Quando si allargano le maglie, si cercano spiragli, si fanno intravedere compromessi, è allora che il dissesto prende piede e letteralmente divora una comunità. Negli anni questa istituzione è stata bistrattata, violata, piegata: io non intendo sottoporla a umiliazioni ulteriori».

De Stefano è stato invitato a sollevare la coperta che aveva steso per terra e a non proseguire oltre. Così è stato.

«Il palazzo comunale - ha concluso Del Ghingaro - è stato trattato come un teatrino di paese. Ma Viareggio non è un paese, è una grande e importante città. Non posso permettere che il suo nome venga infangato da misere rappresentazioni individualistiche. È importante che la gente sappia che qua si lavora e non si dà spettacolo. È prioritario comprendere che è finito il tempo delle promesse, dei benefici, dei favori agli amici degli amici, nelle grandi come nelle piccole cose. Prima si capirà questa cosa, prima si comincerà a fare l'interesse dei cittadini e a voler bene alla città. Questa amministrazione lo sta già facendo: chi invece, non è d’accordo con metodi e principi, è libero di andarsene».

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