Il presidio
Baccatoio, la rabbia dei cittadini «Ordinanza con 6 anni di ritardo»
Lo sostiene l’associazione per la tutela ambientale della Versilia che tira fuori un test di marzo 2015 sulla presenza di tallio al Pollino: «Ma il primo divieto arriva a solo a luglio: cosa è successo?»
PIETRASANTA. «Questa ordinanza comunale arriva con 6 anni di ritardo. Qualcuno dovrà spiegare ai cittadini perchè».
Daniela Bertolucci e Cinzia Bertuccelli - Associazione per la tutela ambientale della Versilia - all'indomani dello stop all'utilizzo dell'acqua e al divieto di pesca e di raccolta di materiale esteso a tutto il fosso Baccatoio e non più solo ad alcuni tratti, per il pericolo di contaminazione da metalli pesanti, reclamano chiarezza.
Rischio esposti. «C’è preoccupazione per quanto sta emergendo, altro che facili allarmismi come qualcuno ci sta accusando di fare. Noi ci muoviamo e parliamo in base ai documenti e se non otterremo risposte esaustive da Comune ed enti preposti, ci rivolgeremo a chi di dovere».
Prima ordinanza. Bertolucci e Bertuccelli fanno un passo indietro nel tempo, al 2008, «quando presentammo un esposto in Procura sullo stato del Baccatoio che presentava già allora una contaminazione da metalli pesanti - cromo, arsenico, piombo, zinco ed altro -. Nonostante questo non arrivò alcun divieto di utilizzo delle acque , anzi dagli uffici comunali si motivò questa posizione con il fatto che si volevano evitare allarmismi ingiustificati con possibili ripercussioni sull'economia turistica. Dopo una nostra diffida, il 17 dicembre del 2009 - giunta Mallegni, ndr - venne firmata un'ordinanza di divieto, ma solo, e non ne conosciamo i motivi, su alcuni tratti del fosso. Ordinanza che non risultò per modalità e tempistica, a nostro avviso, sufficientemente pubblicizzata. Sei anni dopo, alla luce anche della nuova problematica del tallio, abbiamo ribadito durante il tavolo tecnico della scorsa settimana la necessità di estendere i divieti a tutto il tratto del Baccatoio. E finalmente si arriva all'ordinanza di due giorni fa: perchè si è aspettato 6 anni prima di approvare un provvedimento cautelativo in attesa dei risultati sullo stato di salute del fosso? Senza l'azione dei comitati non saremmo arrivati a questo provvedimento».
Tallio al Pollino. Associazione che poi esibisce il referto di un’analisi eseguita dalla sezione di tossicologia forense dell'Università degli studi di Milano su un campione di acqua prelevato da un'abitazione del Pollino. «Il referto certifica una presenza di tallio 3 volte superiore al parametro cosiddetto normale. Il fatto è - dicono i rappresentanti dell’associzione - che questo campione risale al 12 marzo 2015, mentre in Comune ci hanno detto che la problematica tallio, sempre al Pollino, emerge nel luglio 2015, come da prima ordinanza di divieto di utilizzo dell'acqua. Questo esame su un'utenza domestica rimette tutto in discussione, a nostro avviso: anche in questo caso perchè, una volta emersa la presenza di tallio a Valdicastello e nel centro storico, non sono stati fatti controlli in altre zone, Pollino incluso?». Punto di domanda che, inevitabilmente, chiama in causa anche la precedente amministrazione, quella con sindaco Domenico Lombardi.
Lavaggio dei tubi. «A Gaia - aggiungono dall'Associazione – a settembre abbiamo chiesto chiarimenti sui lavaggi dei tubi nella frazione del Pollino che, secondo quanto indicato, dovrebbero rimuovere la presenza di tallio. Premesso che i reflui dell'acqua finiscono, ci dicono, in una cisterna e poi ancora nel depuratore, riteniamo inaccettabile che i residenti del Pollino facciano da cavia con questa sperimentazione: le tubature vanno sostituite perchè lo stato della rete idrica in zona, e ci sono le foto a testimoniarlo, risulta vetusto. A Valdicastello le tubature sono state giustamente sostituite, al Pollino - dove da 4 mesi permangono divieti di utilizzo dell'acqua di casa - si fanno le prove di lavaggio. È inaccettabile e lo ribadiremo, a nome dei cittadini, durante la riunione convocata per domani da Gaia alla presenza anche dei professori dell'Università».
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