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Carnevale di Viareggio

Terrorismo, timori per il Carnevale di Viareggio

Claudio Vecoli
Il Carnevale di Viareggio
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Il Carnevale di Viareggio

A Venezia si pensa a metal detector agli ingressi della città. Il presidente della Fondazione Pozzoli: «Ne parleremo nella riunione sulla sicurezza»

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VIAREGGIO. In Laguna stanno già correndo ai ripari. Tanto che il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha annunciato che in occasione della prossima edizione del Carnevale di Venezia potranno essere istituiti dei varchi con tanto di metal detector per controllare gli spettatori in arrivo mentre coloro che si presenteranno in città mascherati saranno invitati a togliersi il vestito per rendersi riconoscibili. Dichiarazioni rese a caldo nelle ore immediatamente successive agli attentati terroristici di Parigi e che - vista anche la provenienza politica del governatore veneto (Lega Nord) - hanno come obiettivo quello di portare voti e consensi al partito di Salvini. Di certo, però, il problema sicurezza non può essere sottovalutato neanche a Viareggio, dove il Carnevale porta sui viali a mare decine di migliaia di spettatori ogni domenica. E che può dunque diventare un potenziale bersaglio per azioni terroristiche.

«Al momento non abbiamo alcuna comunicazione riguardo ad un rafforzamento delle misure di sicurezza - spiega Stefano Pozzòli, commissario straordinario della Fondazione Carnevale - anche se l'argomento sarà certamente oggetto della consueta riunione sull'ordine pubblico e la sicurezza che si tiene ogni anno alcune settimane prima dell'inizio della festa. In quella circostanza ci incontreremo con chi, per mestiere e competenze specifiche, si occupa di questo argomento e prenderemo le eventuali decisioni in merito. Qualsiasi allarmismo, al momento, mi sembra quantomeno prematuro».

Grande cautela, dunque. Ma nessuna paura ingiustificata. «L'ipotesi lanciata dal governatore del Veneto di identificare chi arriva mascherato al Carnevale allo stato delle cose - aggiunge il numero uno della Fondazione - mi sembra una forzatura. Certo, io fatto un altro lavoro e non mi occupo di garantire la sicurezza. Ma il rischio reale di un attentato mi sembra davvero remoto. Da una parte perché l'Italia, almeno in questa fase, non è in prima linea fra i paesi impegnati anche militarmente nella guerra all'Is. E poi perché la strategia del terrore, fino ad oggi, si è manifestata con azioni che hanno avuto come teatro le capitali o le grandi città europee. Comunque, lo ripeto, da parte nostra ci atterremo alle indicazioni che ci verranno date da chi di dovere».

Già lo scorso anno, peraltro, il Carnevale di Viareggio si svolse in un periodo tutt'altro che tranquillo. Un mese prima dell'inizio dei corsi - in molti lo ricorderanno - ci fu l'attentato terroristico alla redazione di Charlie Hebdo, il giornale satirico che aveva pubblicato le vignette su Maometto. «Paradossalmente il Carnevale di Viareggio, che ha nella satira politica uno dei suoi linguaggi maggiormente caratterizzanti, era potenzialmente più a rischio lo scorso anno, quando il bersaglio del fanatismo religioso guardava alla satira», chiosa ancora Pozzòli.

E invece, lo scorso anno, non furono adottate particolari misure di sicurezza. O, almeno, non così palesi da essere percettibili al pubblico che prese parte ai corsi mascherati. Fra gli accorgimenti presi, la saldatura dei tombini all'interno del circuito dei carri e la sigillatura dei cassonetti e dei cestini portarifiuti. Interventi per altro presi tutti gli anni a partire dal Carnevale 2002, ovvero quello successivo all'attentato alle Torri gemelle di New York.

«Se in Italia, anche in concomitanza con il Giubileo, dovesse essere alzato il livello di attenzione sulla sicurezza - mette le mani avanti Pozzòli - non escludo che a pioggia possano essere intensificati i controlli su tutte le altre grandi manifestazioni che si tengono in Italia e dunque anche sul Carnevale di Viareggio. Ma, ripeto, al momento ogni allarmismo mi sembra prematuro e fuori luogo».

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