I festeggiamenti per i 70 anni di una diva: Stefania Sandrelli
FIRENZE. Le voci dicono che la Regione Toscana stia preparando delle cose in grande. Viareggio, invece, sembra che non stia preparando niente. Anzi che ignorasse che il prossimo anno Stefania...
FIRENZE. Le voci dicono che la Regione Toscana stia preparando delle cose in grande. Viareggio, invece, sembra che non stia preparando niente. Anzi che ignorasse che il prossimo anno Stefania Sandrelli, la nostra univa vera grande diva rimasta, raggiungerà i 70 anni (portati con giovanile e viareggina baldanza).
La diva è nata il 5 giugno del 1946 a Viareggio. Fateci caso alla coincidenza con le date. Praticamente la figlia dello zio Pietro ha l’età della Repubblica Italiana. Il referendum Monarchia-Repubblica è datato 2 giugno 1946, un anno dopo la fine della Seconda guerra mondiale.
E anche Stefania è figlia della fine della guerra, concepita – basta vedere le date – pochi mesi dopo che Berlino e Tokyo caddero.
Ma c’è anche un’altra data da ricordare per l’attrice viareggina. Che sono 65 anni da quando ha iniziato a bazzicare il mondo del cinema, dopo essere stata scoperta grazie ad un servizio sulle Ore. A quei tempi in giornale di gossip, poi diventato celebre – ma solo anni dopo – come re del porno all’italiana.
Cosa sta organizzando la Regione per la Sandrelli non è dato sapere. Di sicuro ha qualche soldo da spendere, quei fondi che al Comune di Viareggio mancano completamente.
Ma di certo a queste celebrazioni Viareggio non può essere estranee. Anche se la voglia di regarsene, come sempre, è tanta. Ricordate il grande Mario Monicelli? I suoi 70 anni – era il 1985 – furono celebrati con un grande ballo popolare sulla terrazza del Grand hotel di Rimini.
Lui che, ormai si sa è nato a Roma, ma che anche da morto – diciamo così – continua a proclamarsi viareggino. Lo conferma il sito ufficiale del Maestro che riporta Viareggio come luogo di nascita.
In queste amnesie, in questi vuoti di memoria dei viareggini, far passare sotto silenzio gli anni di Stefania Sandrelli sigbnificherebbe non solo perdere un’occasione di parlare di cinema e quindi fare cultura. Ma anche la grande occasione di far parlare di una città che tanto ha dato al cinema e che ha sempre amato la settima arte.
Fu la stessa Sandrelli a ricordarlo in una intervista a Repubblica: «A Viareggio ci si appassionava ai film perchè c’erano più cinematografi che chiese».
Per fortuna in città resistono sei sale. Abbastanza per organizzare un Sandrelli day con tutti i nostri cinema che proiettano i film più famosi e popolari dell’attrice. Che sono veramente tanti, da Divorzio all’Italiana al Federale, dal Conformista di Bertolucci a Ceravamo tanto amati di Scola. Fino alle grandi prove di nud, come il mitico La Chiave. Insomma materiale ce n’è.
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