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Versilia

l'intervista

Marcello Lippi si confessa: "Che cavolata tornare in Nazionale"

Marcello Lippi con la Coppa del Mondo vinta nel 2006 in Germania
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Marcello Lippi con la Coppa del Mondo vinta nel 2006 in Germania

Il tecnico viareggino ammette: "Non si torna ad allenare gli azzurri due anni dopo aver vinto il Mondiale...". E poi rivela: "Se non fossi diventato un calciatore, avrei fatto il pasticcere"

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VIAREGGIO. "Tornare in Nazionale è stata una delle grandi cavolate che ho fatto". Lo ha rivelato Marcello Lippi, in un'intervista a 'Sport 2000', il programma sportivo di Tv2000. "Avevo deciso di andar via - ha spiegato l'ex ct della Nazionale - ancor prima che si svolgesse il Mondiale e ho lasciato un gruppo straordinario. Sono tornato per ripagare la fiducia che questo gruppo aveva riposto in me, ma non si torna in Nazionale due anni dopo aver vinto il Mondiale".

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Lippi non nasconde il desiderio di voler tornare ad allenare magari seduto su una grande panchina di un club: "E' talmente bello vincere che non ci si stanca mai. Quando ero in Cina, dicevo: 'Basta, ho 67 anni, non ho piu' voglia di allenare. La realtà è che non volevo stare così lontano da casa. Io adesso guardo solo il calcio in televisione, tutte le partite, tutte le categorie. Il pensiero di rimanere qui a Viareggio d'inverno, quando alle 17 fa buio, non mi piace per niente. Quando vedo in tv una squadra che ha qualche problema, mi ritrovo a pensare: 'Io farei cosi', farei giocare quello, farei giocare quell'altro. Prenderei anche un club se mi piace".

Le immagini più belle del Mondiale 2006, ha raccontato Lippi, "sono legate al rapporto di grande fiducia, di grande affetto, di grande stima che si era creato tra me e la squadra. La mano di Gattuso che mi stringe il collo e mi dice 'se vai via, ti ammazzo' perchè gli avevo detto che sarei andato via, e il testa a testa con Gigi Buffon guardandoci negli occhi, sono i momenti che mi sono rimasti più nel cuore".

L'allenatore campione del mondo inoltre sottoscrive la frase di Prandelli che aveva denunciato una scarsa attenzione verso la squadra azzurra: "Condivido quello che ha detto Prandelli, che la Nazionale interessa poco. Bisogna trovare la sintonia giusta tra c.t. e allenatori di società perchè per costruire le nazionali occorrono anche le amichevoli, ma bisogna avere comprensione per chi ha tanti impegni internazionali e deve usare i momenti di sosta per ricaricare le pile".

Infine Marcello Lippi ha rivelato un piccolo retroscena della sua vita professionale e allo stesso tempo privata: "Se non avessi fatto il calciatore, avrei fatto il pasticciere come i miei genitori".
 

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