Fallisce la Congressi Passeggiata in vendita
Il futuro di beni e impianti spiegato dal curatore Donato Bellomo
VIAREGGIO. Centro Congressi game over. Ieri è stato il giorno del fallimento della Viareggio Versilia Congressi, nata dallo scorporo con la Viareggio Porto nell’ultimi anni della seconda amministrazione Marcucci e destinata a ben altra sorte. La storica struttura sulla Passeggiata, che Viareggio ha voluto a tal punto da espropriarla ad un privato, giace senza vita, voci, rumori, luci. Da ieri c’è un curatore nominato dal Tribunale di Lucca che ha accolto l’istanza di auto fallimento presentata dal liquidatore Romiti. Curatore che dovrà collaborare in stretto rapporto con il collega che ha tra le mani il fallimento della Viareggio Patrimonio, proprietaria del Principino e dello stabilimento balneare annesso, ma non della titolarità delle autorizzazioni per le attività di bar-ristorante e per quella congressistica. Come spiega Donato Bellomo, curatore della Patrimonio, che al “Tirreno” racconta così il motivo del posticipo del bando per l’affidamento della gestione della struttura. Un bando che oggi dovrà essere il curatore della Viareggio Versilia Congressi a pubblicare. Probabilmente entro la metà dicembre. Alla domanda che cosa ne sia della delibera di intenti votata in consiglio comunale (numero 11) il 14 settembre scorso con la quale il Comune si metteva al lavoro per perfezionare il passaggio in comodato del Principino dalla Patrimonio all’Ente pubblico per poi affidarne la gestione, Bellomo risponde senza giri di parole: «La cambieranno. Io certamente avrò bisogno di una delibera di consiglio comunale che mi autorizzi a mettere a disposizione il bene».
Ancora sull’opzione dei comodati - le delibera approvate a settembre erano relative anche agli impianti sportivi di proprietà della Viareggio Patrimonio - Bellomo, che ieri mattina ha riferito davanti ai consiglieri della commissione di vigilanza e controllo sulla Patrimonio presieduta da Giulio Zanni (Movimento Cinque stelle), ha inserito nell’operazione un termine temporale che le delibera di Giunta, messe a punto dall’assessore Laura Servetti, non hanno tenuto in considerazione. Perché il comodato - ha detto il curatore - avrà durata legata all’esercizio provvisorio accordato dal Tribunale: sei mesi (un paio già trascorsi) rinnovabili per altri sei. La domanda è inevitabile: i responsabili delle società sportive viareggine, che dovranno accollarsi interamente i costi della gestione, rischieranno per un tempo così limitato? Ed ancora: rischieranno sapendo che l’8 gennaio la Corte d’Appello ha fissato l’udienza per tutti i ricorsi contro il fallimento?
Tra le questioni che Bellomo sta affrontando c’è, inoltre, quella complessa dei beni disponibili ed indisponibili. «Le scelte sulle disponibilità o indisponibilità sono lasciate alle amministrazioni - continua Bellomo al telefono con il “Tirreno” -. Poi ci possono esser casi nei quali può essere dubbio, e quindi discutibile, e mi immagino che un creditore qualsiasi possa dire non convengono sulla qualificazione di indisponibilità di alcuni beni. Penso al Principino perché è quello più banale: era un ristorante, con un bar, con annesso un bagno...Qualificarlo come bene di pubblica utilità è certamente più difficile che un palo della luce. Poi, sugli impianti sportivi, si apre un mondo. Ma si apriva già prima». Su alcuni beni - continua Bellomo - «si aprirà un ragionamento. E penso a quelli dei quali sia più difficile l’inalienabilità. Per esempio le preselle della Passeggiata, che non sono vincolate, come si fa a sostenete che non siano attivo sostenibile. Non credo si possa dire che sono beni inalienabili». Sugli impianti sportivi, infine, «il Comune può continuare a sostenere l’inalienabilità del bene». Ma, la vicenda non è semplice, e Bellomo conclude: «C’è il tempo di capire come si intende trattate tutta la materia. Ed il Comune si esprimerà per forza di cose. Perché è un passaggio che riguarda anche l’Organismo straordinario di liquidazione».
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