Il presidio
Contestati i calcoli sui dati della scatola nera
Enrico Cinieri, per Rfi, porta un lavoro denso di diagrammi e matematica. Procura al lavoro per ribattere
VIAREGGIO. È l’uomo dei numeri. Mai come lui nessun altro, nel deporre davanti al Collegio del processo per il disastro ferroviario di Viareggio (presidente Gerardo Boragine, con i colleghi Nidia Genovese e Valeria Marino) si è avventurato totalmente sulla strada della matematica, come ha fatto invece ieri Enrico Cinieri, laurea in ingegneria elettrotecnica, professore ordinario di impianti elettrici presso la facoltà di ingegneria dell’università de L’Aquila.
Cinieri ha mostrato in aula un lavoro denso di diagrammi, teso a smontare i calcoli fatti dall’ingegnere Paolo Toni, consulente della Procura di Lucca, partendo dalla lettura del Dis (Driver Information System), ovvero Sistema informativo di condotta. Che serve per la registrazione, il trasferimento e la gestione dei dati di marcia e degli eventi di condotta generati a bordo dei rotabili, Insomma, la “scatola nera” dei mezzi che viaggiano su rotaia. Numeri e dinamiche matematiche, quelle illustrate in aula da Cinieri, dalle quali non derivano però le certezze granitiche che ci si aspetterebbero. Tanto che lo stesso consulente (di Rfi come il collega Diana) si esprime parlando di «ipotesi più ragionevole».
Salvo poi, però, mostrare una sicurezza granitica nell’affermare che nel lavoro di Paolo Toni (recentemente pensionato dall’università di Firenze dove ha insegnato ingegneria meccanica) «il calcolo delle accelerazioni è sbagliato così come le conclusioni». Per poi dichiarare, con altrettante sicurezza, che «non è stato il picchetto 24 a perforare la cisterna».
Di fronte a tale mole di numeri, la linea di difesa scelta sembrerebbe essere tesa a dimostrare che ben maneggiando i numeri, le posizioni di accusa e difesa restano distanti sul punto clou di quale oggetto abbia squarciato la cisterna, e che più che un Tribunale servirebbe Archimede per venirne a capo. La Procura ha annunciato in aula che depositerà una propria relazione, a cura di Paolo Toni, per confutare i calcoli proposti da Cinieri. Calcoli sui quali un controesame in aula non avrebbe avuto senso, come sottolineato anche dal presidente Boragine.
Da qui in poi largo agli altri consulenti di Ferrovie e sue imprese. Dei quali non si conoscono ancora numero e nominativi. (d.f.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
