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Versilia

Giannessi: noi via? Allora pagherete tutti i nostri mutui

di Matteo Tuccini
Giannessi: noi via? Allora pagherete tutti i nostri mutui

Il leader dei balneari: ho debiti fino al 2024 per le ristrutturazioni «Ecco perché le aste delle spiagge non si potranno fare davvero»

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VIAREGGIO. «C’è chi vuole rilevare il mio stabilimento balneare? Si accomodi. Sappia, però, che dovrà accollarsi anche il mio mutuo fino al 2024. Vorrà dire che invece di una cifra X dovrà pagarmene una Y. Parecchio superiore».

Graziano Giannessi, titolare del bagno Nettuno in Passeggiata e leader sindacale storico dei balneari, parla a bordo dal treno su cui sta viaggiando in direzione Firenze. C’è in vista un vertice con la Regione in cui si discute di tutto: dalla pulizia delle spiagge allo spostamento della linea demaniale, che per alcuni balneari è l’uovo di Colombo contro la direttiva Bolkestein. Se si toglie parte della spiaggia dalla proprietà dello Stato, si aggirano anche le aste, dicono alcuni concessionari. Giannessi è scettico, e come lui tanti: «È una cosa complicata da fare, non tutta la costa italiana è come la Versilia». I canoni, invece, non sono più un argomento all’ordine del giorno: la Regione ha deciso di non applicare più l’aumento dal 25 al 100% dell’addizionale sull’imposta che i balneari pagano allo Stato. Una vittoria che i balneari rivendicano: «Siamo tosti - dice Giannessi - mettersi contro di noi è dura...».

Ma l’argomento che è davvero sulla bocca di tutti è la prima udienza della Corte di giustizia europea sulla questione Bolkestein. Il 3 dicembre inizierà la discussione: sul tavolo la legittimità o meno della proroga delle concessioni demaniali al 2020, decisa dal Parlamento. Il pronunciamento dei giudici europei è atteso a primavera, aprile o maggio. Se la Corte di giustizia dovesse bocciare la proroga, sarebbe il caos: le concessioni scadrebbero automaticamente il 31 dicembre 2015, con il risultato che 30.000 spiagge italiane - 420 in Versilia - dovrebbero essere riaffidate in gestione ai privati con gare pubbliche.

«Uno scenario del genere - dice Giannessi - è impossibile. Come può lo Stato prevedere 30.000 gare per riassegnare le spiagge nel giro di pochi mesi? E poi c’è la questione degli indennizzi da pagare a chi si vede sottratto lo stabilimento balneare. Indennizzi che includono i mutui sottoscritti dai concessionari». E per essere ancora più chiaro, Giannessi fa l’esempio che lo riguarda direttamente. «Nel 2004, quando la Bolkestein non esisteva, ho sottoscritto un mutuo ventennale per i lavori alla piscina e le ristrutturazioni. L’ho fatto perché con la legge di allora non avevamo problemi di rinnovo dei titoli. Ora le cose sono cambiate, ma il mutuo c’è ancora. Ed è, appunto, fino al 2024. Quindi chi vuole prendere il mio posto deve accollarselo». Un ostacolo in più, secondo Giannessi, «per tutti coloro che possono aver la voglia di versare dei soldi per subentrare ai balneari».

Giannessi ritiene che il verdetto dell’Europa sulle concessioni «deve essere disinnescato dal Governo con l’approvazione di un decreto-legge che cancelli la proroga al 2020. La nuova legge sul demanio marittimo dovrà prevedere l’entrata in vigore del nuovo sistema tra 30 anni per le vecchie concessioni, mentre sarà subito efficace per le nuove». È il cosiddetto “doppio binario”, con cui i balneari sperano di veder rinviate le aste almeno fino al 2045. «E non si tratterebbe di una nuova proroga - assicura Giannessi - perché l’Italia, a quel punto, avrebbe la nuova normativa sul demanio come chiesto dall’Ue».

Pochi giorni fa i balneari hanno inviato ai senatori le loro proposte per la legge di stabilità 2016. Tra queste, oltre alla durata delle concessioni - che secondo i bagni deve essere tra i 30 e i 50 anni - viene chiesto di dare priorità alle imprese giovanili e femminili. Si chiede di definire di «facile rimozione» tutte le strutture presenti in spiaggia che possono essere abbattute entro tre mesi. Quest’ultimo aspetto è giù previsto in Toscana. E si parla di un un indennizzo da corrispondere al balneare che perde la gestione della spiaggia dopo l’asta. Indennizzo che deve essere pagato entro sei mesi dal privato che subentra.

@matteotuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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