Il presidio
Tiziano Lera conquista Istanbul
L’archistar versiliese realizzerà un mega progetto per la metropoli turca
di ADOLFO LIPPI
Tiziano Lera, notissimo archi-star versiliese, ha realizzato un progetto urbanistico per Istanbul (Turchia). È un impianto su 250 mila mq dove fino a ieri sorgeva un deposito-discarica degli autobus turchi. L’amministrazione di Istanbul ha inteso riqualificarlo affidando l'incarico ad uno studio tutto italiano, firmatari oltre Tiziano Lera il figlio Leonardo e Roberto Balderi di Forte dei Marmi.
L’impresa di per sé è colossale. Si tratta di costruire otto grandi edifici residenziali, un centro commerciale, un enorme parco comprendente teatro-arena e spazi aperti per giochi dei ragazzi. Il progetto si sviluppa ad un chilometro dal magnifico scenario del Bosforo, davanti ad un'arteria consumata ogni giorno da almeno due milioni di passanti. Questo successo del disegno italiano segnala ancora una volta le idee, davvero innovative, dell'architetto urbanista e poeta Tiziano Lera, che persegue ormai da anni una sua raffinatissima azione ambientalista che lo ha condotto a studi e conferenze (al politecnico di Shangai e di Hong-Kong) nonché ad interventi urbanistici a San Domingo, in Kenia, in Sri-Lanka e in Libia.
Cosa sostiene Lera? Egli si batte per un'integrazione profonda tra edilizia e natura. Contro la nota tesi che “il grano non nasce a Wall-Street”, colpendo il cemento come causa prima dell'alienazione, egli, disegnando ed insegnando, intende dimostrare non soltanto il rispetto al verde ed agli animali che ci vivono, ma anche la possibilità di un'intesa tra diverse realtà come, del resto, dimostra la sua nota “via all'arte” in Montignoso, una villa-ambiente dove coltiva piante rarissime. E sulla quale hanno scritto Antonio Paolucci, Glauco Borella, Vittorio Sgarbi. Secondo Lera, che è un teorico degnissimo, le energie del mondo tutte si compenetrano: sole, mare, piante, animali, insomma il creato, l'una cosa ristora e risolve l'altra. Sicché abitare in un ambiente bello e difeso e mantenuto fa viver bene l'umanità, come del resto ha di recente sottolineato il Papa nel suo intervento alle Nazioni Unite. Lui, Lera, questo modo di pensare e di vivere lo chiama "apo-tropaico", che si rifà al rapporto tra arte, natura, architettura, tra cielo e terra, simbiosi necessaria all'esistenza piena dei vari elementi.
«Ogni luogo - dice Lera - deve essere capito, interpretato, rivitalizzato facendo tesoro delle discipline esotiche come il Feng Shui, ricerca di benessere ed equilibrio dato dalle due polarità yang-yn, vento ed acqua, luce-ombra, acqua-terra , vegetazione-rocce». Seguendo questa antica scuola cinese Lera, prima di progettare, studia attentamente il territorio. Cosi è stato spesso ad Istanbul, crocevia di carovane e traffici fin dai tempi remoti, spazio consacrato dai bizantini e, poi, dai musulmani ottomani, luogo di intersecazioni non soltanto culturali ma anche ambientali, poiché lì crescono e sviluppano piante mediterranee come l'olivo, piante asiatiche come i famosi cedri.
Il progetto dello studio Lera si rifà al paesaggio toscano. Due grosse colline contornate di olivi, ospiteranno all'interno il centro commerciale, ristoranti, bar, negozi. I palazzi residenziali, su 150 mila metri quadri, saranno alti dieci piani, avranno sul tetto grandi piscine, attraverso i vetri, si vivrà un'ampia passeggiata alberata, dove i residenti potranno camminare, correre, i ragazzi giocare. Il tutto ad un solo chilometro dalle spiagge. Adesso in zona c'è una discarica dove sono messi a distruggersi i mezzi delle autolinee turche. È un luogo brutto, un cimitero di lamiere. Perciò le autorità turche hanno chiamato alcuni architetti a reinventarsi il quartiere. Lo studio Lera di Forte dei Marmi ha vinto la progettazione. Tra un pò inizieranno i lavori. E la vittoria italiana consolida ancor più l'attivismo delle nostre imprese che, nel mondo, stanno vivendo una nuova giovinezza. Lera è, notoriamente, una calamita di artisti importanti. Da lui passano Botero e Finotti, Vangi e passava Mitoraj. La sua stupenda villa di Montignoso è più d'una galleria d'arte a cielo aperto. Vi si gode la visione fantastica dell'intera Versilia. E camminando i sentieri si toccano le opere di tantissimi maestri, oltre che odorare e respirare l'aura di una vegetazione straordinaria, protetta e curata. Adesso un pò di quest'atmosfera si trasferirà nel corno d'oro. È una conquista tutta versiliese.
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