Il Tirreno

Versilia

Addio a Francesco Pinto, il fotografo del glamour

di Claudio Vecoli

A 66 anni è morto per le complicazioni di un intervento chirurgico a Cisanello Ha lavorato per Vogue e per le grandi griffe della moda e della nautica

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VIAREGGIO. Splendide modelle e yacht da sogno. Grandi griffe della moda e gioielli della nautica. Da Milano a Viareggio, la macchina fotografica di Francesco Paolo Pinto, per quasi mezzo secolo, ha immortalato il mondo dorato del glamour e del lusso. Con la sensibilità e il talento che il suo occhio - ancor prima del suo obiettivo - riusciva a fissare in un clic. Ebbene, da ieri mattina Francesco (perché Paolo era il secondo nome solo per l'anagrafe) non c'è più. E' morto a 66 anni all'ospedale Cisanello di Pisa dove era ricoverato da pochi giorni per un delicato intervento chirurgico ad un polmone. Una operazione che doveva servire per limitare gli effetti di un tumore comparso un anno fa. Ma non tutto è andato come doveva andare. E le complicazioni sopraggiunte una volta uscito dalla sala chirurgica lo hanno fiaccato ora dopo ora. Fino al decesso, avvenuto ieri mattina.

Francesco Pinto non era un viareggino doc. Nato a Putignano, in provincia di Bari, delle sue origini pugliesi aveva conservato una leggera inflessione che gli era rimasta quando parlava come una sorta di marchio di fabbrica. Ma di Viareggio - dei suoi mille pregi e dei suoi altrettanti difetti - era rimasto innamorato quando aveva cominciato a bazzicarla alla fine degli anni Settanta, attratto da quel mondo della nautica e degli yacht che ha sempre avuto nei cantieri della Darsena la sua capitale mondiale. Lui, giovane, intraprendente e talentuoso fotografo di Vogue, qualche anno prima si era trasferito dal Tavoliere alla scintillante Milano e si era specializzato nei servizi di moda per le più prestigiose case di moda italiane e straniere. Lavorando gomito a gomito con Oliviero Toscani e altri mostri sacri della fotografia italiana con cui ha stretto legami d'amicizia che andavano oltre la professione.

Milano, però, non aveva il mare. Una peculiarità geografica che per Francesco era una pecca insuperabile. E così ecco la scoperta di Viareggio. E di quel mondo della nautica che abbinava mirabilmente il gusto del salmastro a quello della bellezza. Pinto ha cominciato perciò a dividersi fra le redazioni milanesi dei maggiori giornali di moda e i più prestigiosi studi pubblicitari meneghini e, in Versilia, i più importanti marchi della nautica mondiale. E che fosse sulle passerelle di Valentino oppure fra i rombi dei motori della Viareggio-Bastia-Viareggio, la sua inseparabile macchina fotografica riusciva sempre a trovare prospettive sempre nuove e originali.

Francesco Pinto, nel tempo, si era fatto tantissimi estimatori: appassionati di fotografia, esperti di comunicazione, semplici ammiratori di ciò che è bello. Fra i tanti ammiratori, anche qualche nome illustre. Come Giorgio Armani, che si dice che abbia avuto appesi alle pareti dei suoi splendidi appartamenti in giro per il mondo alcuni dei suoi scatti più belli. Scatti d'autore che hanno girato l'Italia (e non solo) anche grazie a mostre fotografiche che gli sono state dedicate da più parti.

Ma il suo legame con Viareggio andava anche al di là della professione. Qui, infatti, Francesco ha conosciuto Alessandra Dini, la donna che è poi diventata sua moglie. E dal loro matrimonio è nato Andrea, il figlio che proprio un paio di anni fa lo ha fatto orgogliosamente diventare nonno. Una vita di grandi soddisfazioni ma non sempre facile e in discesa. Come quando proprio il figlio Andrea, una decina di anni fa, rimase coinvolto in un pauroso incidente nel quale ha rischiato di perdere la vita. Un'esperienza che lo ha segnato profondamente.

Poi lo scorso anno la scoperta del tumore, le cure, gli interventi chirurgici. Fino all'ultimo, quello di pochi giorni fa, per le conseguenze del quale ha perso la vita ad appena 66 anni.

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