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Versilia

dal 25 novembre nuove regole

La Cgil avvisa l’Asl: niente aumenti dei carichi di lavoro

VIAREGGIO. Dal 25 novembre inizierà a produrre i suoi effetti la nuova normativa che impone lo stop alle deroghe previste dalla vigente legislazione sull’orario di lavoro dei dipendenti del servizio...

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VIAREGGIO. Dal 25 novembre inizierà a produrre i suoi effetti la nuova normativa che impone lo stop alle deroghe previste dalla vigente legislazione sull’orario di lavoro dei dipendenti del servizio sanitario nazionale. L’impatto di questa normativa sull’organizzazione del lavoro degli ospedale non sarà certo marginale, anche considerando che il contenimento della spesa per il personale ha ridotto all’osso gli spazi di gestione delle aziende. Dal 25 novembre non sarà più possibile derogare su riposo giornaliero, pause, lavoro notturno e durata massima dell’orario di lavoro settimanale. Questo per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori del servizio sanitario e di conseguenza degli utenti.

In visita di questa data, la Cgil Funzione pubblica avvisa il vicecommissario dell’Asl 12 Brunero Baldacchini «che riterremo non accettabile qualssiasi tentativo di scaricare sull’aumento dei carichi di lavoro l’applicazione di un rito di tutela».

«Lo premettiamo perché la legge parla chiaro: “Per fare fronte alle esigenze derivanti dalle disposizioni le Regioni garantiscono la continuità nell’erogazione dei servizi sanitari e l’ottimale funzionamento delle strutture, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, attraverso una più efficiente allocazione delle risorse umane disponibili sulla base della legislazione vigente».

Il sindacato sottolinea come si parli di maggior efficienza di risorse umane «che già oggi sono insufficienti a contemperare buona qualità del servizio e carichi di lavoro accettabili. Riteniamo dunque sia indispensabile una presa d’atto di questa situazione con la consapevolezza che mantenere le medesime quantità e qualità del servizio, senza sbloccare i livelli occupazionali, sia improponibille».

La Cgil rimarca anche che per gestire il carico di lavoro assistenziale, oltre all’orario ordinario, l’azienda ricorre a un massiccio utilizzo di ore aggiuntive.

Per questo, al fine di tutelare gli interessi di tutto il personale del servizio sanitario nazionale e di conseguenza dei cittadini che fruiscono di questi servizi, la Cgil chiede che il confronto in sede aziendale sull’organizzazione del lavoro sia aperto e condiviso: «Non sarebbe accettabile per recepire la norma si impongano al personale modifiche unilaterali dei turni di lavoro».

La Cgil chiederà alle altre organizzazioni sindacali effettuare un referendum tra tutti i lavoratori soggetti a turno a rientri lavorativi che possano impattare sul rispetto della normativa sugli orari, «nella consapevolezza che la massima condivisione deglio addetti alla organizzazione del proprio lavoro sia auspicabile non solo per le rappresentanze dei lavoratori ma anche per l’azienda stessa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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