Patrimonio il 5 febbraio in Corte d’Appello
Si discute il ricorso presentato dal proprietario dell’immobile che è sede della società pubblica
VIAREGGIO. Inizio febbraio, per la precisione il 5, in Corte d’Appello a Firenze: è l’appuntamento con i giudici che dovranno esaminare il reclamo presentato dalla società che affitta la sede alla Viareggio Patrimonio, società interamente pubblica ma ugualmente ammessa al fallimento dal Tribunale di Lucca. Decisione contestata dagli avvocati Alberto Morbidelli e Roberto Righi che assistono la società Matraia: «La prima assorbente ragione per la quale dovrà essere accolto il presente reclamo - scrivono i due avvocati - sta nell’evidente errore nel quale è incorso il Tribunale di Lucca. Il quale, pur essendosi dimostrato al corrente della problematica sottesa alla non fallibilità delle cosiddette società organo, l’ha risolta facendo richiamo a due precedenti giurisprudenziali del tutto inconferenti poiché attinenti alla fallibilità di società cosiddette miste (a partecipazione pubblico-privata ed operanti sul mercato) nessuna delle quali era soggetta al cosiddetto controllo analogo».
Il Tribunale - a detta di Righi e Morbidelli - «così facendo ha dimostrato di non cogliere la differenza tra la mera società a partecipazione pubblica (normalmente a capitale misto) e la “in house providing”. Con la conseguenza che non ha nemmeno potuto apprezzarne la decisiva differenza di assoggettabilità o meno di esse alle procedure fallimentari e concorsuali».
Quando si ha a che fare con la generale categoria delle società a partecipazione pubblica - argomenta ancora il reclamo-Matraia - «occorre distinguere, seguendo un approccio sostanziale e non meramente formalistico della “veste giuridica”, in base alle caratteristiche proprie di ciascuna di esse. In particolare, il Tribunale di Lucca avrebbe dovuto tenere presente, ma non l’ha fatto, il profondo livello di ingerenza del Comune di Viareggio nell’amministrazione della Viareggio patrimonio. E del fatto che la società opera fuori dal regime del libero mercato, gestendo servizi pubblici e beni patrimoniali (principalmente indisponibili e demaniali) del Comune di Viareggio».
Sarà scontro all’ultima sentenza utile, questo è chiaro. A meno che, nel frattempo, non torni a pronunciarsi sul tema la Cassazione a sezioni unite. Passaggio che diraderebbe la fitta nebbia sulla materia. (d.f.)
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