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La Viareggio Patrimonio non pagava l’affitto della sede

La Viareggio Patrimonio non pagava l’affitto della sede

VIAREGGIO. Quasi 400.000 euro (393.888,70) di affitti non pagati a febbraio 2015. È il debito della Viareggio Patrimonio nei confronti della società “Battisti di Matraia Massimo & C.”...

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VIAREGGIO. Quasi 400.000 euro (393.888,70) di affitti non pagati a febbraio 2015. È il debito della Viareggio Patrimonio nei confronti della società “Battisti di Matraia Massimo & C.” proprietaria dell’immobile di via San Francesco, che ha portato la stessa società a procedere prima con un decreto ingiuntivo datato 10 febbraio e poi con un pignoramento presso il Comune, rimasto senza esito.

È la vicenda che ha portato la società ad affidarsi agli avvocati Alberto Morbidelli e Roberto Righi per presentare reclamo contro il fallimento della Viareggio Patrimonio stessa. Ed allora vengono in mente le recenti parole di una delle ultime relazione dei revisori dei conti della società interamente pubblica: «Il mancato riversamento dei quasi 28.000.000 di euro che la Patrimonio deve al Comune dipende dai fabbisogni finanziari della società per la quale il corrispettivo del contratto di servizio è stato storicamente inidoneo a generare flussi insufficienti». La società - scrivono i revisori dei conti - «ha utilizzato parte degli incassi che dovevano essere riversati al Comune per fare fronte ai propri impegni correnti di spesa relativi al pagamento di debiti afferenti alla gestione ordinaria della società». La vicenda messa nero su bianco nel ricorso Matraia racconta esattamente il contrario. La sentenza di fallimento della società è stata trasmessa - come sempre - all’attenzione della Procura di Lucca. Ed allora è il caso di ricordare quanto si legge nella relazione dell’ispettore del Mef, Luciano Cimbolini, proprio in relazione ai tributi che la Patrimonio ha riscosso e mai versato: «Se fosse una qualsiasi società di riscossione, per il mancato versamento delle somme dovute agli Enti affidanti i servizi alle prescritte scadenze, sarebbe prevista la radiazione dall'albo stesso». E non c’è prescrizione che tenga: «La situazione di difficoltà finanziaria caratterizzava la società - scrive il liquidatore Marco Marchi - già a partire dall’anno 2012 quando, in assenza di pagamenti dei crediti vantati dalla società verso l’Ente, gli amministratori decisero di ridurre i versamenti verso il Comune per i tributi incassati quale agente della riscossione in attesa di compensare il debito verso il Comune con i propri crediti». (d.f.)

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