Il presidio
Proseguono senza sosta le ricerche del peschereccio disperso a Viareggio
I due cugini Simonetti non hanno fatto ritorno in porto dove erano attesi nel tardo pomeriggio di mercoledì 28. La barca è affondata a quattro miglia dal porto
VIAREGGIO. Neancho il buio ha fermato le ricerche dei due pescatori viareggini scomparsi in mare mercoledì 28 ottobre. Vigili del fuoco e Capitaneria di Porto hanno continuato nella notte le operazioni al largo per cercare di ritrovare gli uomini che erano a bordo del peschereccio Giumar.
La barca è stata individuata e recuperata poco dopo le 13 di giovedì 29, a circa cinque miglia di distanza dall'imboccatura del porto di Viareggio e a una profondità di diciotto metri: era affondata nel punto dove erano state trovate tracce di olio e legna. Dei due pescatori che erano a bordo però nessuna traccia.
L’imbarcazione “Giumar” della marineria viareggina (13 metri di lunghezza, scafo di colore bianco con striscia rossa), non aveva fatto ritorno in porto al termine della consueta battuta di pesca. A bordo Nello Simonetti, 48 anni, residente a Viareggio, e il cugino Fabrizio Simonetti, 52, residente a Piano di Mommio.
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Nel corso della mattinata di giovedì 29, a una distanza di quattro miglia dal porto, sono stati trovati una macchia d'olio e alcuni pezzi di legno, forse riconducibili alla barca. Proseguendo le ricerche nella zona gli uomini della Capinateria di Porto ha individuato anche la posizione della barca.
Il peschereccio, visto per l’ultima volta nella mattinata di mercoledì, intorno alle 8,30, a circa 5 miglia davanti a Marina di Pisa in attività di pesca (come confermato peraltro dalla cella telefonica agganciata dal telefonino di uno degli occupanti), era atteso in banchina per le ore 18,30. Verso le 20 è scattato l’allarme dai familiari e da colleghi di lavoro, preoccupati per l’eccessivo ritardo.
Impegnati nelle ricerche, coordinate dalla sala operativa della Capitaneria di porto di Viareggio, un elicottero della Guardia Costiera della base aerea di Sarzana-Luni (Nemo 11), due motovedette delle Capitanerie di porto di Livorno e di Viareggio e numerosi pescherecci locali.
Le ricerche si sono estese dalla costa fino ad oltre 15 miglia verso il largo, da Livorno fino al Cinquale, nonostante le non favorevoli condizioni meteo-marine. Sono state inoltre effettuate ripetute chiamate via radio dai porti di Livorno, Viareggio, Marina di Carrara, La Spezia e Genova, nonché dai vari pescherecci impegnati nelle ricerche, in un encomiabile sforzo collettivo.
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