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Il prefetto raccoglie l’appello sulla sicurezza dei boschi
Convocata una riunione con gli enti competenti per fare il punto della situazione Intanto Neri replica seccamente all’Asbuc: «Non si può affrontare questo tema con demagogia»
SERAVEZZA. Sulla sicurezza della strada della montagna seravezzina interviene anche il prefetto Giovanna Cagliostro. Lo ha fatto con una lettera, in risposta a quella di Maria Teresa Sacchelli che si era fatta carico delle richieste dei residenti della montagna. Il tutto mentre sull’abbandono dei boschi si è riacceso il dibattito: la scorsa settimana con l’intervento dell’Asbuc (Amministrazione degli usi civici), adesso quello del sindaco Ettore Neri.
L’iniziativa del prefetto. Il prefetto Cagliostro organizzerà un incontro con il Comune. Gli abitanti vogliono che le scarpate adiacenti alla strada comunale siano messe al riparo dal pericolo rappresentato dalle piante pericolanti. Il Comune aveva messo a bando pubblico l’intervento, erano state selezionate due aziende, ma poi i lavori non sono mai iniziati. Nel frattempo è avvenuto il disastro del 5 marzo, che nell’Alta Versilia ha causato la caduta di tonnellate di arbusti. Per fare il punto della situazione la prefettura ha promosso una riunione con tutti gli enti competenti.
Neri: basta falsità. Intanto, come detto, infiamma la polemica. «La lettura delle esternazioni del consigliere dell’Asbuc Seravezzina Pietro Conti a proposito delle soluzioni possibili per rimediare ai danni del fortunale del 5 marzo lascia interdetti e merita alcune precisazioni - scrive in una nota il sindaco Neri - intanto è falso e offensivo affermare che gli enti pubblici come Regione e Comune dimostrino la loro inesauribile impotenza relativamente ai lavori di ripristino». A tal proposito Neri ha snocciolato qualche dato economico, come i 620 mila euro presi dalle casse comunali per i danni del 5 marzo. E poi ha specificato che l’amministrazione è sempre intervenuta con «rapidità ed efficacia» per ripristinare la viabilità. La critica dell’Asbuc tuttavia si riferiva in generale alla manutenzione dei boschi. «Il tema del patrimonio boschivo – prosegue Neri - e del suo stato di abbandono è tema serio e nessuno si può permettere di affrontarlo con superficiale demagogia. Questo problema, grave sicuramente, lo si risolve solo con grandi investimenti pubblici inseriti in piani regionali di forestazione e bonifica».
Caccia ai finanziamenti. Ed è proprio di finanziamenti pubblici che i Comuni della Versilia sono a caccia, per mettere mano ai versanti disastrati dal fortunale di vento. Detto ciò, la manutenzione dei boschi per Neri è cosa complessa, primo perché non ci sono più i gli stessi proprietari a coltivarli, e secondo perché la maggior parte sono di proprietà privata. E spesso le particelle catastali risalgono al XIX secolo. Tiziano Baldi Galleni
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