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Analisi su verdura e pollame nelle zone inquinate dal tallio

Analisi su verdura e pollame nelle zone inquinate dal tallio

Le indagini disposte dopo la contaminazione dell'acqua a Pietrasanta: dopo i primi risultati scoppiano le polemiche

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PIETRASANTA. Proseguono le indagini disposte dalla Regione in seguito all’esplosione del caso tallio. Innanzitutto, ovviamente, a Valdicastello. Due i gruppi di lavoro all’opera: quello ambientale, a cui partecipano Università e Arpat, e quello sanitario, condotto dall’Asl. Il primo ha già raccolto le analisi - non complete - che hanno rilevato la presenza, in misura superiore ai limiti consentiti, di metalli pesanti in ortaggi coltivati in prossimità del Baccatoio, nei terreni cioè dove dal 2009 è vietato l’uso dell’acqua del fosso per irrigare i campi. Lo studio Asl è quasi terminato. Sono stati completati i campionamenti, si attende l’accreditamento del laboratorio di sanità pubblica di Firenze per procedere alla definizione dei risultati.

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Intanto il presidente del Comitato di Valdicastello Luigi Pelliccioni chiede al Comune la chiusura delle due prese presenti sul Baccatoio - visto il divieto di attingimento in atto - e di captare l’acqua in una sorgente funzionale all’irrigazione degli orti. «Sul fosso non c’è un cartello che segnali il divieto emanato 6 anni fa» sottolinea Pelliccioni che accusa il Comune di non aver dato adeguata pubblicità ai risultati delle analisi effettuate dai geologi dell’ateneo pisano: «La relazione dell’Università al Comune è stata consegnata il 30 luglio mentre a noi, ufficialmente, è stato comunicato il contenuto delle 85 pagine il 23 settembre. Siamo pronti a tutelare la gente di Valdicastello in ogni sede e chiameremo in causa gli enti competenti».

Il sindaco afferma che la relazione «è stata subito messa a disposizione di tutte le autorità competenti per la salute pubblica oltre che dei comitati, il tutto attraverso un atto formale di trasmissione», mentre il capogruppo del Pd Forassiepi replica: «Lo studio era a disposizione da luglio e nessun articolo è apparso sulla stampa, nessuna comunicazione, nessuna spiegazione».

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