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Strage, il giallo del certificato scaduto
Riprende il processo per il disastro ferroviario e parlano ancora i testimoni della difesa degli imputati tedeschi
VIAREGGIO. Torna in aula, al Polo fieristico di Lucca, il processo al disastro ferroviario di Viareggio, il 29 giugno 2009, trentadue morti, una lunga scia di lutti, ed i feriti che da allora vivono facendo i conti con le conseguenze dell gravissime ustioni. Tocca ancora ai testimoni di lingua tedesca, che spiegheranno i meccanismi in materia di personale interni alla Gatx, azienda proprietaria dei carricisterna che componevano il treno carico di Gpl deragliato, ma anche le dinamiche finanziarie. In aula era previsto anche un tecnico di General Motors chiamato a spiegare il “giallo” del certificato di calibratura della strumentazione per gli ultrasuoni fornita da Generale Motors alla officina Jugenthal che l’asse ha esaminato con apparecchiature prima di spedirlo in Italia, all’officina Cima riparazioni.
Fino a questo momento i testimoni delle due officine, italiana e tedesca, ma anche quelli della difesa Gatx non hanno portato quella chiarezza che , probabilmente, anche gli stessi difensori degli imputati si auspicavano.
Alle domande dei pm Giuseppe Amodeo e Salvatore Giannino, nelle scorse udienze, è emerso - così si può riassumere - un quadro di divisioni organizzative di Gatx i cui compiti si sfioravano , a detta dei testimoni, ma mai si incontravano. Per cui spesso la risposta alle domande dei rappresentanti dell’accusa è stata “dovete chiederlo a...”, “le mie competenze arrivavano fino lì, ma non più in là”. Lo stesso schema, dunque, potrebbe riproporsi in aula oggi.
Il processo, nelle mani del Collegio composto dal presidente Gerardo Boragine, con i colleghi Nidia Genovese e Gerardo Boragine, si avvia a compiere due anni dall’inizio, il 13 novembre 2013. Tre udienze alla settimana, ogni mercoledì, salvo le pause per festività e ferie giudiziarie. Una tempistica che porta dritti alla prescrizione di alcuni reati, per esempio, l’incendio colposo. Come a dire che le cicatrici su volti e corpi sono arrivate dal nulla. Nelle scorse settimana, l’avvocato di Mauro Moretti, imputato in qualità di ad del Gruppo Ferrovie all’epoca dei fatti ha annunciato all’agenzia di informazione Ansa che il suo cliente potrebbe rinunciare alla prescrizione contro la quale si battono da mesi i familiari delle vittime. Che, proprio in questi giorni, hanno portato a casa la mozione del Movimento Cinque stelle in consiglio regionale la mozione del Movimento cinque stelle con cui si impegna il presidente Rossi a chiedere la riforma della prescrizione, associandosi alla battaglia sostenuta dai familiari delle vittime della strage di Viareggio.
Nelle scorse settimana Daniela Rombi e Marco Piagentini, per l’associazione “Il mondo che vorrei”, nata per riunire i familiari delle vittime, hanno affrontato la questione anche con il ministro della giustizia, Orlando.
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