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Caso Maffei: «Museo non indispensabile»
VIAREGGIO. Non è stata ancora trovata una soluzione per i cimeli di Arturo Maffei, il campione di atletica leggera, che aveva donato alla città di Viareggio, che dal Comune, dove si trovavano sono...
VIAREGGIO. Non è stata ancora trovata una soluzione per i cimeli di Arturo Maffei, il campione di atletica leggera, che aveva donato alla città di Viareggio, che dal Comune, dove si trovavano sono stati spostati in un cartone e messi dentro una stanza del comando della polizia municipale. La figlia Gloria che sta cercando di tutelare la memoria del padre, chiede ancora una volta che tutto torni nella bacheca, dove si trovava in Comune.
«Mio figlio Arturo è disposto a montare la bacheca aiutando il personale del Comune - dice - anche perchè voglio fare una considerazione riguardo la proposta del sindaco Giorgio Del Ghingaro, con il quale devo ancora parlare, in merito al Museo dello Sport. Credo sia una cosa meno indispensabile per una città come Viareggio che piange per mancanza lavorativa, negozi che chiudono, strutture deteriorate. Il Museo sarebbe l'ultima cosa a cui pensare e mio padre, per come era umile nel suo essere vorrebbe soltanto ritornare in quella famosa teca agli occhi dei viareggini che tanto amava. E' stato così che si è fatto amare e rispettare con umiltà, ed era orgoglioso per la sua Viareggio. In settimana insieme a mio figlio Arturo andremo al Comando della polizia municipale a pulire le coppe e le targhe , non possiamo aspettare un museo fantasma. Le mie intenzioni sono quelle di portare via tutto, ringraziando il sindaco, per non avere fatto nulla per la memoria di mio padre. Basterebbe riportare tutto in Comune. Il 9 di novembre è il compleanno del babbo, non importano musei, basta semplicemente una vetrina, spero che si capisca tutto questo».
Anche il senatore Giovanni Pieraccini sollecita che i cimeli di Maffei siano custoditi dove meritano. Nicola Vizzoni, capitano della Nazionale di atletica leggera ribadisce. «Maffei rappresenta lo sport italiano, un campione da rispettare, spero che tutto possa risolversi per il verso giusto e che i suoi trofei possano essere visibili da tutti». Nei giorni scorsi anche il prewsidente del Coni, Giovanni Malagò si è interessato della questione telefonando prima al sindaco e poi alla figlia di Maffei. Attendiamo come si concluderà tutta questa storia.
Roy Lepore
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