Il presidio
L’oste va a processo per il furto di vini all’Enoteca Marcucci
Il sommelier che portava via le bottiglie ha patteggiato Il ristoratore spera di dimostrare la sua buona fede
PIETRASANTA. Gran parte del tesoro dell’Enoteca Marcucci è stato recuperato. I carabinieri di Pietrasanta ritrovarono gran parte della preziosa e prelibatissima refurtiva in un ristorante della Versilia. E così venerdì in Tribunale a Lucca, dinanzi al giudice monocratico Gerardo Boragine, è iniziato il processo a carico di un noto ristoratore della Versilia storica accusato di ricettazione. Il furto risale all’autunno dello scorso anno. Il titolare dell’enoteca, Michele Marcucci, pluripremiato dalle guide, si accorse che dalla sua cantina in via Garibaldi in pieno centro storico di Pietrasanta e punto di riferimento per i palati più fini, erano spariti vini e champagne da mille e una notte.
Intere annate di Chateaux francese e di altre bottiglie pregiate letteralmente svanite nel nulla. Complessivamente un bottino di oltre 100 mila euro. I carabinieri svolsero le indagini e appurarono che a rubare le bottiglie era stato il sommelier. Fra l’altro l’uomo aveva lavorato in altri celebri ristoranti, a Milano e Firenze.
Il sommelier nei mesi scorsi ha patteggiato la pena. Ma le indagini dei carabinieri non si sono fermate qui. Sono andati a cercare di recuperare quelle bottiglie uniche. Nei guai è finito per l'appunto un ristoratore versiliese nei cui confronti è iniziato venerdì il processo per ricettazione.
Sono stati ascoltati i carabinieri che hanno effettuato la perquisizione e hanno trovato gran parte della refurtiva. È stato ascoltato anche lo stesso Michele Marcucci che ha minuziosamente descritto quali bottiglie erano sparite dalla sua cantina, fornendo per ciascuna una dettagliata descrizione. Alcune di queste bottiglie avevano anche un valore commerciale di 10-11 mila euro.
Fra queste il 5 litri di Mouton Rotschild del 2000 che dopo essere stato recuperato è stato battuto nell’asta che si è svolta 3 settimane fa alla stazione Leopolda, battuta da Pandolfini. Il processo è stato aggiornato all'inizio del prossimo anno. In quell’occasione sarà chiamato a testimoniare il sommelier che ha patteggiato la pena per il furto dei vini. Il ristoratore vuole dimostrare la buona fede nell’acquisto.
Lo stesso cameriere-sommlier aveva venduto i vini rubati a Pietrasanta a due famosi locali di Forte dei Marmi, ma i titolari sono stati prosciolti in istruttoria.
Nei retroscena del processo è venuto fuori che il cameriere ha già trovato un lavoro in un famoso ristorante di un bagno di Forte dei Marmi. (r.p.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google