Il presidio
Centro Arti Visive è allarme rosso: «Diventerà un ostello»
La denuncia del capogruppo del Pd Rossano Forassipei che contesta le scelte sulle politiche culturali della giunta
PIETRASANTA. Da punto di eccellenza per la programmazione di mostre e corsi accademici ad ostello? «Il rischio, vista la politica culturale varata da Mallegni&co è concreto». Rossano Forassiepi, capogruppo consiliare del PD, lancia l’allarme sul futuro del Centro Arti Visive.
«Si sono dimessi i due referenti di Artigianart, Adolfo Agolini e Piero Vecchio: due nomi che sono l’espressione di un mondo artigiano che è caratterizzante per la città di Pietrasanta. Ma la loro uscita di scena dal Cav è stata salutata con disinteresse e freddezza dal sindaco e dallo stesso presidente del Centro, Francesco Spina. Una mancanza di rispetto che, alla fine, è soprattutto una mancanza di rispetto nei confronti degli artigiani. Senza dimenticare che Agolini è uomo, da sempre, in prima linea sul fronte culturale ed artistico cittadino: sottovalutare la portata delle sue dimissioni e quelle di Vecchio, è profondamente sbagliato» evidenzia Forassiepi che aggiunge: «L’amministrazione ha detto che il Centro non deve occuparsi di organizzare e promuovere mostre: e perchè? Lo ha fatto e molto bene, anche in passato, emancipandosi dal ruolo dell’Accademia delle Belle Arti di Carrara e programmando in modo funzionale e culturalmente intelligente per la città. Mallegni ha poi ribadito che Pietrasanta ospiterà solamente tre grandi mostre durante l’anno, ma così facendo chiudiamo al mondo degli artisti, ponendo un freno all’internazionalizzazione di Pietrasanta e relegando in un angolo la stessa Artigianart che da partner di assoluto rilievo del centro Arti Visive oggi si vede costretta ad un ruolo secondario. Tutto ruota - continua Forassiepi - intorno a questa sorta di cabina di regia della cultura che vede in prima fila la Fondazione Versiliana e il suo direttore artistico Massimiliano Simoni. Lo stesso Simoni ha fatto sapere che la priorità è allestire mostre ed eventi solo per attirare i turisti. E l’indotto? La realtà degli artigiani? La proposta culturale nel segno della qualità? Per promuovere e comunicare al meglio servono soldi, tanti soldi, e non credo che nelle casse del Comune o della Fondazione ce ne siano. La sensazione è che si vada verso una commercializzazione della proposta culturale con Pietrasanta trasformata in una città-vetrina».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
