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Tornano le castagne e in Alta Versilia si riaprono i metati
Riprende a funzionare, dopo tre anni, la struttura di Volegno anche se l’emergenza “cinipide” non è ancora finita
STAZZEMA. Forse il Cinipide Galligeno – l’insetto nocivo per i castagni – è stato sconfitto. È arrivato l’autunno, e in Alta Versilia si è tornati ad abbrustolire le castagne, e a bollirle per fare i “ballotti”. Il frutto marrone c’è, non proprio in abbondanza ma quanto basta per andare nei boschi a raccoglierlo. Ma attenzione a cantare vittoria troppo presto, la sua diffusione è ancora a macchia di leopardo, ci dicono gli esperti. Tuttavia, intanto c’è chi ha deciso di accendere di nuovo il metato (piccole case di sassi nei boschi destinate all’essiccazione delle castagne).
Siamo a Volegno e alcuni temerari, gli appartenenti dell’Associazione Raggi di Belen, insieme alle comunità di Pruno e Volegno, hanno deciso di tornare a fare le “secchine”, cioè le castagne essiccate pronte per essere macinate e farne farina. «In effetti la produzione rispetto all’anno precedente – ci spiega Roberto Natalini, metataro e membro dell’associazione Raggi di Belen – è leggermente superiore rispetto all’anno passato, ma ancora è a macchia di leopardo». Dunque ci sono zone dell’Alta Versilia in cui il Cinipide continua ad attaccare i germogli degli alberi e né arresta la crescita. Negli anni scorsi l'Unione dei Comuni ha effettuato più lanci di un insetto antagonista, il Torymus Sinensis, che a quanto pare sta funzionando. «Abbiamo pensato di riaprire il metato dopo 3 anni in cui era ferma – prosegue Natalini - Eravamo arrivati a essiccare circa 120 quintali di castagne nel 2010, era stato il nostro picco. Poi nel 2011 c’è stato il crollo, con 20 quintali». Quest’anno l’associazione Raggi di Belen, che organizza anche il Solstizio d’estate a Pruno, conta di raggiungere gli stessi quantitativi del 2011.
Le castagne rimangano 40 giorni nel metato, durante i quali i metatari dell’associazione e della comunità di Pruno e Volegno, a turno ogni giorno, devono andare ad accendere il fuoco dentro il metato. «Attualmente abbiamo circa 10 quintali di castagne. Sono state raccolte nelle selve vicine, come Minazzana, Giustagnana, e Farnocchia. Adesso aspettiamo quelle che conferiscono i bambini delle scuole di Pontestazzemese».
Il metato di Volegno è stato accesso nel 2005 a scopo didattico. Rientra nel progetto “L’albero del Pane”, che insieme al Mulino del Frate (di proprietà dell’Unione dei Comuni e gestito dalla presidente di Raggi di Belen Silvia Malquori) e al Forno della Rosa. I bambini vengono introdotti in questa filiera, oggi rimessa in azione: dal bosco con le castagne si arriva ad avere la farina di castagne per fare il pane, come avveniva un tempo in Alta Versilia in assenza del grano.
Quello di Volegno non è l’unico metato acceso di recente. Anche a Retignano, Simone Battistini dell’Azienda Agricola Il Castello ha ripreso questa tradizione dal 2014. «Questa per noi è stata una buona annata per la qualità, non tanto per la quantità, anche a causa della siccità. Siamo intorno ai 20 quintali di castagne da essiccare, considerato anche quelle hanno conferito le persone del paese di Retignano».
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