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Indagata per non aver fatto pagare i commercianti
L’ex direttrice dei mercati comunali è finita nel mirino della procura per i vantaggi che avrebbero ottenuto i concessionari degli spazi pubblici
VIAREGGIO. La vicenda dei mancati pagamenti dei canoni delle concessioni comunali per quatto mercati esce dai libri contabili del Comune ed entra nelle aule di giustizia. La Procura di Lucca, pm Fabio Origlio, ha infatti chiuso le indagini - relative alle mancate riscossioni - a carico di Caterina Ariani, per anni direttore dei mercati comunali. Nell’avviso di conclusione indagini a carico della ex dipendente comunale oggi in pensione il reato ipotizzato è abuso d’ufficio (articolo 323 del Codice penale) prolungato nel tempo, e per la precisione dall’11 settembre 2009 al 30 settembre 2013 (con cinque mesi di interruzione tra giugno e novembre 2011). Nella sua qualità di incaricato di pubblico servizio - così si legge negli atti della Procura - Ariani «nello svolgimento del suo servizio, con violazione di norme regolamentari, intenzionalmente procurava ai concessionari dei mercati comunali un ingiusto vantaggio patrimoniale. Consentendo che costoro, nonostante la morosità nel pagamento del canone, continuassero ad occupare gli spazi pubblici esercitando i rispettivi commerci. Senza provvedere, come previsto dai regolamenti comunali, prima alla messa in mora e poi all’avvio del procedimento di revoca della concessione».
Il difensore. Ariani si è rivolta agli avvocati Franco Frati, per la parte amministrativa della vicenda giudiziaria, ed Emilio Soppelsa per quella penale: «Stiamo valutando i passi da fare - spiega Soppelsa -: al momento, quello che posso dire è che si tratta di un capo di imputazione singolare per una vicenda che va letta tutta nell’ottica delle pratiche di cattiva amministrazione». La domanda, inevitabile, è se vi siano altre responsabilità, in sede amministrativa ma anche politica. E - visto che le somme mancanti ci sono e compaiono nell’elenco dei residui attivi e passivi che sono stati trasmessi all’Organismo straordinario di liquidazione - dove si sia inceppato il sistema dei controlli interni al Comune. Perché se è vero che i concessionari non pagavano, lo è altrettanto che queste somme non entravano nelle casse pubbliche e nei relativi bilanci del Comune. E qualcuno avrebbe dovuto accorgersene.
Le cifre. I mercati oggetto delle indagini che la Procura ha delegato alla guardia di finanza sono quello storico di piazza Cavour dove l'amministrazione comunale è proprietaria del complesso immobiliare articolato in 4 loggiati ("principale", "calzature", "frutta e verdura" e "pescheria"), l’Ittico, l’ortofrutta all’ingrosso e quello dei fiori. Per quanto riguarda il primo, nell’elenco dei residui attivi (cifre che il Comune deve riscuotere) risultano mancanti 528.240,25 euro (2009-2013). Altri 176.851,59 euro sono quelli non incassati dai concessionari del mercato dei fiori. Dall’Ittico mancano 85.569,12 euro e dal mercato ortofrutticolo 103.998,48. In tutto fanno 894.659,44 euro.
I regolamenti. Gli articoli dei regolamenti che la Procura ritiene siano stati violati sono, per il Mercato di piazza Cavour, il 3 (comma 9 e 10) e il 4 (comma 5, lettera “c”). Con i quali si stabilisce che «il canone di concessione annuale deve essere pagato entro il 31 dicembre dell'anno corrente», «sui canoni di concessione non pagati regolarmente alla loro scadenza decorrerà a favore del Comune ed a carico del concessionario, ancorchè decaduto, gli interessi calcolati al tasso legale, anche una penale fissa pari al 10% del canone annuo, ridotta al 5% ove il versamento venga effettuato nei 30 giorni successivi al giorno di scadenza», «il concessionario verrà dichiarato decaduto dalla concessione nei seguenti casi: morosità del pagamento dei canoni, protratta per oltre due mesi dal mancato pagamento». Ma anche se non utilizzerà la concessione per un periodo di tre mesi, continuato. Stesse regole per gli altri mercati: i floricoltori concessionari, per esempio, possono vedersi revocata la concessione - tra le altre cause - per «morosità di oltre un anno nel pagamento del corrispettivo per l'uso del posteggio; cessione, anche parziale del posteggio a terzi; mancata dimostrazione dell'attività minima».
La politica. Alla luce dell’intera vicenda c’è da chiedersi se oggi che l’amministrazione comunale in carica ha deciso di esternalizzare la gestione del mercato dei fiori e dell’Ittico si stia passando in rassegna la situazione del concessionari per quanto attiene non tanto ai pagamenti che molti stanno rateizzando, ma per l’aspetto relativo all’utilizzo o meno della concessione pubblica che ha regole stringenti proprio per la sua natura di bene di tutti, da tutti potenzialmente usufruibile.
Quando, nel 2014, l’allora assessore Chiara Romanini (Giunta Betti) pone a commercianti e categorie la questione dei pagamenti mancanti, la risposta è una “marcia” sul Municipio. Alla quale Romanini, in un comunicato ufficiale, risponde così: «Non possiamo ignorare i debiti pregressi (risalenti anche al 2008) perché faremmo del male alla città. Ci sono morosità verso il Comune anche di notevoli dimensioni, che negli anni non sono state riscosse. Questo non vuol dire che useremo il braccio di ferro: col dirigente abbiamo dato piena disponibilità ad analizzare ogni posizione ed andare incontro a tutti». Oggi a tirare le fila è la Procura, sulla base di un procedimento che ha origine dal Comune stesso. Ma la politica tutta non è innocente.
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