Il Tirreno

Versilia

Se il 118 è sovraccarico risponderà un nastro

di Donatella Francesconi
Se il 118 è sovraccarico risponderà un nastro

Novità per chi è in attesa al centralino dell’emergenza

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VIAREGGIO. “118 Alta Toscana, emergenza territoriale...”: da dieci giorni a questa parte può capitare di sentirsi rispondere da una voce registrata chiamando il numero dell’emergenza sanitaria 118, Centrale operativa dell’Asl Versilia, destinata a diventare - con l’inizio dell’anno - la centrale 118 dell’Alta Toscana. Pochi secondi, non più di venticinque che è la media d’attesa al telefono con gli operatori che lungo l’arco di ventiquattro ore coprono il turno ricevendo le richieste di soccorso sanitario, che sia una febbre od un soccorso importante su uno dei qualsiasi incidenti che possono capitare nelle vita di chiunque. Come funziona la Centrale operativa dell’emergenza lo spiega Andrea Nicolini, responsabile del 118 destinato a guidare la nuova struttura ben più vasta: «L’operatore al telefono ha davanti a sè un monitor che segnala la durata della telefonata. Per i primi 6/t secondi con una luce verde che all’ottavo secondo diventa rosso». Un modo per avere sempre sotto mano il “traffico” in corso. Oggi - è ancora Nicolini a fornire i dati - sono in servizio quattro operatori: «Uno in più dei mesi scorsi perché abbiamo avviato la formazione in vista della Centrale unica che ne vedrà in servizio cinque più un medico». Il doppio di quelli che hanno lavorato fin qui al Versilia, dunque, ma molto meno del totale di Lucca, Versilia e Massa Carrara. Le preoccupazioni dei cittadini, ma anche degli stessi operatori sanitari sono legittime. L’attesa è vissuta male quando si tratta di un esame o di una visita, figuriamoci sull’emergenza. Ma Nicolini difende netto il lavoro di tutto il personale dell’emergenza: «Il nostro tempo medio di attesa non supera i venticinque secondi di media. E, secondo il Rapporto del Sant’Anna sulla sanità toscana la Centrale operativa dell’Asl Versilia ha i tempi di intervento più brevi, considerando l’arco che va dalla chiamata all’arrivo sul posto dei mezzi e del personale del soccorso».

Alla domanda se sia possibile quell’attesa-zero che tutti vorremmo quando c’è bisogno di un soccorso medico, Nicolini risponde: «È impossibile...Basta pensare a cosa accade quando per un solo incidente stradale riceviamo decine di telefonate...».

Rimane da capire come e se il sistema d’eccellenza che Nicolini illustra, e che in tanti hanno avuto modo di sperimentare e sperimentano tutt’oggi, reggerà all’impatto con la mole di lavoro di una Centrale operativa che dovrà inviare soccorsi e guardie mediche per lungo e largo in territori così vasti, in parte costituiti da frazioni anche montane, e con caratteristiche tanto diverse tra loro, e con una fitta rete di trasporti sia su gomma, che via ferrovia che per mare. La Versilia, come Massa e Carrara, non si fanno mancare niente: dai soccorsi sulla cima più alta al disperso in mare, ad una fittissima rete di imprese anche di grandi dimensioni (il porto di Carrara, ad esempio). Al moltiplicarsi della popolazione in estate.

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