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I torrelaghesi: «Ormai qui non si può più vivere»
L’episodio è un pretesto per raccontare una frazione alle prese con la criminalità «Furti e scippi, siamo sotto scacco. Manca giusto che non si possa fare la spesa...»
TORRE DEL LAGO. «Senta, ma io posso andarmene a casa tranquilla?». La domanda è surreale, però racconta un clima. Quello di Torre del Lago, frazione popolosa che ha sempre reclamato la propria indipendenza da Viareggio. A cui però la legano mille fili.
Uno di questi è la sensazione di insicurezza. I torrelaghesi sono spaventati, come i viareggini e la maggior parte degli italiani. Vivono in un paese, dicono, che non è più il loro. Una donna di chiare origini straniere si avvicina al supermercato e chiede l’elemosina. Un uomo le chiede: «Ne sai qualcosa tu di cos’è successo?». C’è diffidenza ma soprattutto paura. Troppi furti, scippi (cinque nell’ultima settimana, come raccontiamo nella pagina a fianco), episodi brutti. Si parla addirittura di un assalto a colpi d’ascia in una casa, che però nessuno conferma ufficialmente. Sembra il report di un quartiere difficile di una grande città. Per carità, negli anni da queste parti sono transitati personaggi assai discutibili. Come i mafiosi - perdipiù camorristi - finiti al confino. Ma a Torre del Lago ci sono anche tanti cittadini onesti, la maggioranza: commercianti, insegnanti, lavoratori dipendenti. Gente che si fa in quattro e che è stanca di vivere in un clima del genere. Un clima in cui anche la mattina passata al supermercato diventa un incubo.
Uno di questi rappresentanti della brava comunità torrelaghese è Antonio Pasquinucci, titolare del supermercato Punto Simply. Di fronte al quale ieri mattina si è scatenato il panico per la vicenda della sparatoria, vera o presunta, tra due auto in corsa. «Sembra il giusto finale dopo una settimana da incubo - racconta Pasquinucci - ci sono stati un sacco di assalti alle donne da parte di uno scippatore in scooter bianco. Poi ci sono i furti, infine questo. Non ci facciamo mancare nulla». Il commerciante, mentre batte alla cassa gli articoli comprati dai clienti, spiega che «comunque non abbiamo preso precauzioni particolari. L’episodio di stamani (ieri, ndr)? Ho sentito dei colpi, poi sono uscito. All’inizio pensavo si trattasse di bancali caduti. Che dire, è una roba inquietante». Nel frattempo i clienti escono e chiedono persino ai cronisti se possono uscire per tornare a casa: «È sicuro, me lo garantisce?».
Così come al supermercato Punto Simply, ieri mattina c’erano diversi clienti dentro il bar Bini, che si trova a due passi, sempre sulla via Aurelia. I colpi sono stati sentiti anche dalle due ragazze che si trovavano al banco a servire: fra queste Paola, la figlia di Mino Bini, il titolare del bar, fra l’altro ex calciatore e dirigente anche del Viareggio, molto noto. Anche loro non hanno visto direttamente cosa accaduto, per quanto abbiano sentito direttamente le esplosioni.
«La prima sensazione che ho avuto - dice Paola - è che potessero essere attribuibili alla marmitta di una moto. Però, non avendo visto nulla, visto che ero intenta a servire alcuni clienti, non sono in grado per quanto mi riguarda di dire cose certe. Ci sono persone che hanno riferito di aver sentito dei colpi molto forti, attribuibili anche ad armi. Io non sono esperta di queste cose, quindi non sono in grado di riferire cose più precise».
Chi era nel bar, così come alcune persone che si trovavano fuori, ha comunque confermato di avere sentito dei botti. Esplosioni che ricordavano spari. E su questo, non ci sono dubbi. Poi a cosa possano essere riferiti è tutta una questione da chiarire per le forze dell’ordine che stanno indagando su questo episodio.
«Non ci saranno mica problemi ad andare a casa?», dice un’anziana che finite delle commissioni va verso la sua abitazione.
«Una brutta sensazione l’ho avuta - spiega - perché quando non ti rendi conto di cosa sta accadendo, con i tempi che corrono, i brutti pensieri sono subito quelli che vengono nella mente. Poi nella frazione, come in altri posti, ne succedono diversi di episodi di questo genere. E non si può mai stare tranquilli. Una volta si sentivano alla televisione, o si leggevano sui giornali certe notizie brutte, purtroppo ora tutto è cambiato, quindi ti trovi ad essere protagonista di certe situazioni come quella di ieri, Detto questo, sia io che le altre persone che vivono a Torre del Lago non ci sentiamo affatto tranquilli. Quando poi siamo usciti dal bar e abbiamo visto che non c'era nessuno fuori, e per fortuna feriti non ci sono stati, allora ho tirato un sospiro di sollievo. Però mi creda - conclude rivolgendosi al cronista - questo è un mondaccio, in cui la mattina non sai mai quello che ti può succedere. Spero solo che si fatta chiarezza su questo episodio che ci ha davvero spaventato tutti». (m.t.-r.l.)
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