Il Tirreno

Versilia

«I boschi ce li curiamo da soli» Usi civici lanciano la proposta

L’Asbuc chiede di potere intervenire sulle situazioni di pericolo, soprattutto a bordo strada Si propone un piano che abbia anche un respiro decennale per sistemare la montagna

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STAZZEMA. «Se ci sono state molte motivazioni cogenti, per sostenere il nostro impegno nella rivendicazione del demanio civico, in prima istanza c’era la constatazione dello stato di abbandono e di degrado delle nostre selve, di fronte al quale né privati, né enti pubblici (Regione Toscana, Amministrazioni comunali, Parco Alpi Apuane, Unione dei Comuni) dimostravano la loro inesauribile impotenza».

E' di pochi giorni fa la discussione che si è accesa sul pericolo delle piante troppo adiacenti alle strade della montagna. Con i Comuni della zona che chiedono un intervento importante per limitare i pericoli per chi usa le strade della montagna versiliese.

Questa vota ad entrare nel merito è l'Asbuc (l’associazione degli usi civici )della Montagna Seravezzina, che si propone come un organo in grado di gestire la manutenzione dei boschi.

Perché più in generale incombono ancora tantissime tonnellate di alberi accasciati dal vento del 5 marzo, conseguenza anche di un abbandono delle selve.

Intato l'amministrazione di Seravezza ha fatto sapere che si sta muovendo per intercettare finanziamenti con i quali ripristinare i boschi, e in particolare i corsi d'acqua. Tuttavia al l'Asbuc queste motivazioni non bastano. «Nessun ente – scrive l’associazione – è stato in grado di proporre una economia preventiva».

Ovvero «caratterizzata da una capitalizzazione sociale di lungo periodo, anche decennale, che abbia nel ripristino, utilizzazione e conservazione delle aree boschive e marginali la propria ragion d’essere», spiega l'Asbuc (Amministrazione separata dei beni di uso civico) di Seravezza.

Asbuc che diciamo la verità usa parole e concetti complicati nel suo comunicato, non facilissimi da capire.

«Di fronte a tutto ciò – si conclude il comunicato –vogliamo ribadire, anche utopisticamente, che solo una logica e una pratica del bene comune può assumere la guida di un radicale cambiamento – prosegue la nota propositiva del consiglio dell'Asbuc. Vogliamo sottolineare che l’Asbuc è i solo ente che per sua costituzione intrinseca può essere il volano del cambiamento, la guida oculata che le cose siano fatte nella giusta maniera».

Insomma il lavoro di manutenzione dei boschi dovrebbe essere affidato all’Asbuc. Non si capisce, dal comunicato, se in forma gratuita oppure con congrui finanziamenti da parte dei vituperati enti pubblici.

Di sicuro la manutenzione dei boschi e soprattutto delle piante vicine alle strade è una necessità.

Anche urgente.

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