Il Tirreno

Versilia

Costretto a chiudere il locale per un’ordinanza sbagliata

di Luca Basile
Costretto a chiudere il locale per un’ordinanza sbagliata

Assolto dall’accusa di abuso edilizio il proprietario dello Zenzero: era legittimo l’impianto d’aspirazione del ristorante finito nel mirino del Comune e che per questo dovette traslocare a Camaiore

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PIETRASANTA. Nessun illecito, nessun reato penale. Quattro anni dopo Simone Battisti, titolare, nel 2011, del ristorante Lo Zenzero di Porta a Lucca, esce a testa alta dal tribunale di Lucca che due giorni fa ha lo ha assolto dall’accusa di abuso edilizio. Ma e' una sentenza che lascia in scia molti punti di domanda perché Lo Zenzero, a seguito dell’ordinanza comunale che, con il supporto del parere dell’Asl, certificò - eravamo appunto nel 2011 - come irregolare l’impianto di aspirazione di fumi e vapori realizzato all’interno del locale, fu costretto a chiudere.

Con Battisti che trasferì l’attività a Camaiore dove tuttora continua a proporre la sua cucina. «Il Comune, sbagliando, disse che l'impianto di aspirazione, da non confondere con la canna fumaria - spiega l’avvocato Flaviano Dal Lago - costituiva un illecito. In sostanza sempre per il Comune Battisti aveva agito non tenendo conto del regolamento di riferimento vigente, Da quel giorno sono trascorsi quattro anni e oggi si viene a sapere, grazie al tribunale, che Battisti non ha commesso alcun abuso perché il fatto contestato non costituisce reato. Penalmente la vicenda si chiude qui» precisa il legale che aggiunge.

«Il fatto non costituisce reato perché il regolamento comunale, sempre nel 2011, non diceva come dovevano essere realizzate le canne fumarie nei ristoranti. Nelle case e negli alberghi sì, ad esempio, ma non nei ristoranti. Una lacuna normativa che nel giudizio in sede penale non può essere ignorata. In poche parole, restando nella materia urbanistica, non esiste alcun reato e quell'ordinanza del Comune era assolutamente sbagliata ed ha creato un inevitabile danno al mio cliente. Siamo ovviamente soddisfatti - prosegue Dal Lago - perché è stata riconosciuta l’innocenza di Battisti, la legittimità del suo agire e ancora, che l’impianto, all’interno de Lo Zenzero, ci poteva stare. Impianto che aveva, finalmente, risolto la problematica dei fumi - oggetto di duri contenziosi con i vicini del locale, ndr - detto questo va ricordato che a parere dell’Asl Versilia questi tipi di impianti non sono ritenuti regolari: per altre aziende sanitarie il problema non si pone, in Versilia sì, ma non mi chieda perché. Altre valutazioni, nel caso, le faremo al momento opportuno».

Sorride, all'indomani della sentenza, Battisti che ricorda, con una certa amarezza, l'estate del 2011. «Di certo non fu un periodo facile: subivamo esposti, c’erano controlli in continuazione. Contano però i fatti e i fatti dicono che un tribunale ha sentenziato che sono innocente. Avevo investito non poco denaro a Pietrasanta, credevo in quel progetto, ma è andata in un certo modo ed oggi non sono qui a chiedere vendetta. Guardo avanti anche se so che quell'ordinanza che mi portò alla chiusura mi ha molto danneggiato. Ma ho guardato avanti - precisa Battisti - oggi lavoro a Camaiore, il ristorante va bene, sicuramente con risultati ancora migliori rispetto a quelli proposti a Porta a Lucca. Per ironia della sorte quei vicini che alzavano la voce contro i fumi oggi sono alle prese con l’attività di un altro ristorante».

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