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Sigilli ai locali: per il Tar basta un solo sforamento
La sentenza che ha portato al provvedimento per il Bar sotto il mare in Darsena E a niente vale appellarsi al regolamento del Comune datato 2013
VIAREGGIO. Per la condanna dell’attività commerciale che propone musica alla clientela «appare del tutto sufficiente il superamento del limite di immissioni sonore con riferimento ad una singola abitazione o ad un singolo soggetto». Il Tar della Toscana sposa la tesi del Tar di Trento (sentenza 19/2014) e condanna così la società “Central Investiments Italy”, che gestisce quel “Bar sotto il mare” oggetto dei sigilli del Comune, assistita dagli avvocati Laura Servetti e David Zappelli. I quali subentrano ad un precedente difensore dalla società - così si legge nelle sentenza - il 9 marzo 2015, a campagna elettorale del sindaco Del Ghingaro avviata. Campagna elettorale che ha portato Servetti ad essere assessore al bilancio e Zappelli capogruppo della lista di maggioranza che prende il nome del sindaco. L’udienza al Tar è del 25 giugno scorso (giorno della nomina degli assessori). «Dopo la sentenza del Tar abbiamo lasciato il caso - spiega Zappelli al “Tirreno” - perché saremmo stati incompatibili». O quanto meno, come determinato dal Codice deontologico forennse in un caso analogo, «il contegno concreto del professionista potrebbe assumere rilievo sul piano disciplinare per violazione dell’articolo 37 del Codice (conflitto di interessi). Sul piano dell’opportunità, è poi fuor di dubbio che il corretto esercizio del mandato professionale e il pieno assolvimento degli obblighi connessi all’assunzione di un mandato politico rappresentativo sconsiglino l’assunzione del patrocinio in cause promosse contro l’Ente locale nel cui consiglio siede l’avvocato in questione».
La sentenza dei giudici amministrativi è un duro colpo anche per il discusso Regolamento per gli intrattenimenti musicali nei pubblici esercizi approvato in tutta fretta dall’amministrazione Betti. Quanto viene disposto - scrive il Tar - non vale a «legittimare il superamento dei limiti di immissione acustiche fissati dalla normativa». Ai sensi dei regolamenti vigenti gli avvocati dell’attività commerciale avevano anche chiesto la rettifica del provvedimento amministrativo. Ma - scrive il Tar - «il nostro ordinamento non attribuisce poteri di rettifica degli atti amministrativi al giudice amministrativo».
Una cosa va detta, però: chi frequenta la Darsena sa che la musica proposta dal “Bar sotto il mare” altro non erano che serate jazz. Dalle quali il locale si è astenuto, tra le proteste della clientela che ha volentieri sottoscritto la raccolta di firme a favore dell’attività. L’estate del locale è stata “monacale”. E da ben altre parti si è ascoltato il superamento di decibel nella misura in cui la polizia municipale la imputa al ristorante di via Coppino in relazione all’abitazione della proprietaria di seconda casa la cui protesta è all’origine dei controlli e dei provvedimenti. C’è anche da considerare che - come quasi tutti i ristoranti della città - alle 23 la cucina chiude. E, come è nota, quando la musica è finita “gli amici se ne vanno”.
Certo è che Viareggio deve trovare il modo di fare “pace” tra il popolo dei turisti in vacanza per riposare e quello del divertimento serale e notturno. Non c’è locale, dalla Marina di Torre del Lago alla Passeggiata, che non sia stato sanzionato quale che fosse l’amministrazione al governo della città. Non essendo Viareggio l’unica città turistica d’Italia, si potrebbe almeno provare a copiare...
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