Il Tirreno

Versilia

il caso della pruniccia

Si allarga il fronte del no alle sagre

PIETRASANTA. «Spietato con il caldarrostaio, flessibile quando si tratta di sagre». Missiva, quella a firma di Fabio Simonini, Pietrasanta Indipendente, che ha come destinatario il sindaco Massimo...

2 MINUTI DI LETTURA





PIETRASANTA. «Spietato con il caldarrostaio, flessibile quando si tratta di sagre». Missiva, quella a firma di Fabio Simonini, Pietrasanta Indipendente, che ha come destinatario il sindaco Massimo Mallegni. L’utilizzo della tensostruttura della Pruniccia come sede della Festa della birra – in agenda da venerdì a domenica prossimi - a Strettoia fa infatti discutere e divide. « Strettoia merita un centro all’altezza e la Pruniccia è una struttura dalle potenzialità inespresse – attacca Simonini - Ricordo come l'ex collega Alessandro Alessandrini si è speso in consiglio comunale avanzando diverse proposte anche sotto forma di mozioni. Leggo con interesse oggi la presa di posizione di Mallegni, un sindaco che sventola regolamenti a fasi alterne, a seconda delle situazioni. Spietato, appunto, nell'attenersi alla lettera, quando si tratta di un caldarrostaio, flessibile e possibilista quando parliamo di i sagre che vengono ospitate in strutture non adeguate ad oggi, per quanto ne so, per certi tipi di eventi. Vorrei chiedere – continua Simonini - a questa amministrazione: chi organizzerà la Festa della birra? Può ad oggi la Pruniccia stessa in termini di regolamento ospitare un evento del genere? Per motivi di sicurezza qual'è la capienza massima prevista? Bene ha fatto il ristoratore (come riportato nella cronaca di ieri, ndr) a evidenziare questa situazione che molti rappresentanti di categoria denunciano già da tempo e non solo ovviamente su Strettoia sul tema sagre. Sono consapevole che accordi pre-elettorali abbiano un peso notevole in certe dinamiche, ma sarebbe sempre bene metterli in secondo piano e ricordarci soprattutto cosa si è detto il giorno prima, solo così si governa liberamente e giustamente una città» .

A perorare la causa degli esercenti arriva una nota della Confcommercio. «È ben nota la mole di adempimenti di vario tipo a carico dei ristoratori per un corretto svolgimento della loro attività, il cui rispetto è sempre oggetto di scrupolosi controlli da parte delle autorità competenti. Stona quindi la quasi totale assenza di analoghe prescrizioni per un settore che negli ultimi anni ha assunto una rilevanza tale da arrivare a costituire un vero e proprio segmento concorrenziale per la ristorazione tradizionale. Il sindacato dei pubblici esercizi non è contrario per principio alla sagre purché fungano, effettivamente, da traino per la valorizzazione di qualche prodotto tipico locale, ma esse non possono e non devono in alcun modo trasformarsi in una vera e propria attività di ristorazione, come invece, purtroppo, molto spesso accade. Non è autorizzando di volta in volta in modo sommario singoli eventi che si risolve la questione. È pertanto indifferibile - continua la nota - l’adozione di una normativa generale che vada a disciplinare in maniera organica e compiuta sagre e manifestazioni temporanee del territorio».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web