Il presidio
Buratti contro il Comune unico in Versilia
Il sindaco di Forte contesta il progetto del Pd toscano di accorpare tutto su Pietrasanta e Viareggio
FORTE. Sarà perché l’indipendenza agognata da Pietrasanta ha soltanto cent’anni e qualche mese, ma al Forte solo a sentir parlare di accorpamenti e di comune unico provoca tanti malumori. Tornare a essere Comune di Pietrasanta perché così irrimediabilmente finirebbe, qui è un’idea che non seduce nessuno o quasi. E siccome le elezioni amministrative ci saranno tra un anno e mezzo c’è anche chi si spinge a dire che se il PD toscano insisterà in questa sua campagna di ridurre da 280 a 150 i comuni, investendo di questa furia accorpatrice anche la Versilia dei Medici, qui potrebbe farne pesantemente le spese, di fronte ad un centrodestra che al Forte è sempre stato maggioritario. E non è un caso che Umberto Buratti sindaco del Pd, sulla materia sia chiaro e sottile come un filo di seta. «Per come la vedo io – spiega il sindaco del Forte - bisognerebbe ripensare tutto, dal ruolo del sindaco alle massime cariche dello Stato, e stabilire una volta per tutte chi fa che cosa per evitare sovrapposizioni di ruoli. Aldilà però di questo mio desiderio, io sono sicuramente dalla parte di chi vuole le Amministrazioni periferiche più efficienti, ma credo anche fermamente che non si debba allargare troppo la distanza tra cittadini e amministratori. Attenti dunque a cancellare queste esperienze di vita sociale e comunitaria in ossequio alla sola matematica dei conti sulla carta: meno comuni e utilizzo dei soldi congelati dal Patto di stabilità».
«Altra cosa – continua Buratti - sono invece le funzioni amministrative che chiedono strutture più efficaci e coordinate. Sì dunque ai risparmi di scala e a migliorare i servizi. Sul resto però riflettiamo attentamente e facciamo dei distinguo. Voglio dire, insomma, che un conto sono i servizi forniti dagli enti locali e un conto le municipalità. I primi devono e possono crescere e migliorare grazie al lavoro comune con realtà territorialmente vicine e omogenee e alle economie di scala, e qui da noi l’Unione dei Comuni nata sulle ceneri della Comunità Montana dimostra che si può lavorare d’accordo e bene. Del resto la strada è tracciata: per la Sanità stiamo passando dall’ASL di 7 comuni a quella di Area vasta, per l’acqua abbiamo già l’Autorità idrica di ambito regionale e per i rifiuti c’è un’area che va da Massa a Livorno. L’esperienza e il conforto di una municipalità a fianco dei cittadini, però ha un suo valore e una sua ragion d’essere che non è il mero campanilismo o men che meno per mantenere un sindaco in più o in meno».
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